E’ una mattina come le altre per Sana, la quale, come sempre in ritardo, si prepara per andare a scuola,
-AHHHHHHHHHHH! Sono terribilmente in ritardo! Robby, Robby dove sei? Devo andare a scuola!-
Sorpresa in quanto il suo amico non rispondeva, impacciata corse, mentre si vestiva con la solita gonna, quella che metteva sempre, che aveva indossato il giorno che lei ed Heric avevano passato per la prima volta, insieme la notte, Quella prima ed ultima volta… poi… Si erano lasciati, dopo che Charles l’aveva dichiarata come sua ragazza. Naturalmente Il bel ragazzo dai capelli argentei aveva mentito per soddisfare le telecamere, e… dal quel giorno Akito non le aveva più rivolto la parola… non si parlavano più da molto tempo ormai e Sana era riuscita a dimenticarlo, ma non del tutto, e quella gonna di velluto azzurro con il risvolto pieno di petali rossi ne era la prova. Comunque ormai era cresciuta, aveva già 16 anni e doveva buttarsi il passato alle spalle anche se le doleva terribilmente. Aveva paura che tutti i suoi amici l’avessero dimenticata, e la odiassero, e aveva paura nel rivederli, quindi non doveva ne poteva frequentarli, Anche Perché se avesse rivisto Heric sarebbe stato un duro colpo e non poteva permettere che accadesse. Funny ora era la sua ragazza e Rossana sapeva che si amavano da morire, la immaginò mentre faceva la moglie del capo scimmione. Il pensiero la fece sorridere, le mancavano immensamente i suoi amici. Senza accorsene era già arrivata davanti alla stanza di Robby, aprì lentamente la porta,
-
E’ permesso?-
-
Grom, Alicia ehm… ma… dove… cosa… ALICIA…MI MANCHI!
Stava dormendo, e si stava sognando dell’attrice ex-fidanzata, ormai sposata con il regista Ono, ve lo ricordate vero? Quello della casa nel bosco. Sana si avvicinò al suo letto con passo felpato e gli diede dei piccoli colpetti sulla schiena, che bastarono, per farlo sussultare, ebbe un brivido, poi ritornato nel mondo reale si rivolse a Sana:
-
Sana, grazie per avermi svegliato, stavo facendo un incubo-
-
Lo so, ti ho sentito, Lo vuoi un consiglio della saggia Sana?- disse in tono
scherzoso
-
Quale?-
-
Dimenticala, sai nel mondo ci sono milioni di ragazze e bla, bla, bla-
E
Robby, interrompendola - Sana cosa volevi dirmi, perché mi hai svegliato?-
-
Eh? Bo, ah si, oggi è il primo giorno di scuola dopo molte assenze, sono molto
tesa, e ho molta paura e… SIAMO IN RITARDO!!!!!-
Diede
una martellata in testa a Robby e poi andò a finire di prepararsi
-
Quella ragazza non cambierà mai!- pensò Robby alzandosi da terra dopo la
martellata subita.
In
macchina nessuno parlò, Sana era troppo occupata, avrebbe rivisto Funny,
Alyssa, Terence ma soprattutto Heric,
-
Come reagirà nel rivedermi, e come reagirò io? Ho tanta paura, in
quest’ultimo anno, oltre che senza il mio amore, sono rimasta senza il mio
migliore amico e di conseguenza senza una spalla per i miei momenti difficili,
non posso far altro che sperare che vada tutto bene-
In
quel momento Robby vista la preoccupazione nel suo volto le chiese:
-
Sei sicura di voler andare a scuola? Mi sembri un po' tesa, c’è forse qualche
problema, è per via di Heric?
-
No No Robby, non ti preoccupare, sono solo un po' stanca, tutto qui-
-
Va bene… se lo dici tu-
Sana
scese dalla macchina e si accorse che le stavano tremando le gambe, camminava
verso l’entrata a testa bassa, per non rischiare di vedere i suoi amici.
Inciampò su un sasso e cadde a terra, un ragazzo si avvicinò:
-
Tutto bene?-
-
Si…, Si…, scusa sono una sbadata-
Alzò
lo sguardo e vide Heric, rimase come paralizzata, riuscì a mala pena a dirgli:
-
Grazie- e scappò via
Anche
Heric era immobile e provò una morsa al cuore, Sana era tornata. La rincorse, e
l’afferrò per un braccio e lei si voltò, il suo viso era pallido e i suoi
occhi castani erano così profondi che a Heric quasi gli mancò il fiato
-Ciao-
disse Sana con imbarazzo
-Ciao-
- come mai non ti sei fatta più sentire… insomma, Funny sente molto la tua
mancanza-
-
Pensavo che tu non ne volessi più sapere di me- rispose fredda Sana
La
campanella suonò ed Heric ringraziò il cielo di avere una scusa per non
risponderle
-
Ora, devo proprio andare, replicò lui- e se ne andò
Sana
raggiunse in silenzio la sua classe ripensando all’incontro appena fatto: era
stata proprio felice di rivederlo. Ecco era il momento, doveva prepararsi ad
entrare in aula e a trovare i suoi amici. Varcò la soglia, Funny che aveva gli
occhi al cielo, la vide subito e le corse addosso abbracciandola, così fecero a
ruota tutti quanti, a parte Heric, lui stava seduto nel suo banco in ultima fila
a pensare. Fortunatamente erano finiti tutti nella stessa classe, e a Sana
scomparve la paura, loro non l’avevano dimenticata. Guardò Heric, provava
verso di lui una strana emozione, ma non era la stessa di quando stavano
insieme; intanto Funny le aveva rivolto la parola:
-Sana,
quanto tempo, mi sei mancata un sacco! Ti va se questa sera ci vediamo, sai per
parlare del più e del meno….-
-Certo!!!
Anche tu mi sei mancata un mondo!-
-Ragazze
tutte al posto!- gridò il professore, un po' amareggiato, - Tu Sana siediti la
in fondo, accanto ad Akito-,
Il
suo cuore cominciò a battere come un tamburo
-Certo
professore-
Sana
non riusciva a fare altro che guardare Heric in quelle cinque ore trascorse
accanto a lui, ma non ne era innamorata, ne era certa.
All’uscita
si fermò a parlare con qualche professore per chiarire le sue assenze fino a
quando, sfinita, si avviò verso casa,
-non
doveva venire Funny?-pensava – sarà meglio che mi sbrighi-
Arrivata
a casa di tutta fretta scorse una sagoma di fronte alla porta, si avvicinò, era
Heric.
-Ciao
Sana, senti… io…-
Sana
aveva il cuore in gola, temeva quello che le avrebbe detto
-be
io… io volevo dirti che mi sei mancata tanto Sana-
La
tirò a sé in un caldo abbraccio, Gli occhi le si riempirono di lacrime
-anche
tu mi sei mancato come non mai, amico mio-
Lei
posò gli occhi nella sua spalla asciugandosi il pianto, ed Heric la strinse
ancora di più, poi dolcemente la scansò, baciandola in fronte, Sana provava
una nuova sensazione, avrebbe voluto che lui l’abbracciasse per sempre, ma
come mai? No… non poteva essersi innamorata di lui non era sicuramente così.
-Sono
stato troppo crudele con te, era un momento difficile e dovevo restarti vicino-
-Non
importa, avevi le tue buone ragioni-
-Sappi
che resterò sempre tuo amico, coraggio, ora smettila di piangere-
-Che
stupida che sono, mi comporto come una bambina-
-Tu
resterai sempre una bambina- Sana gli diede una martellata in testa
-Ohi,
bel ringraziamento-
-Prego-
-E…
con Funny come va?
Heric
fu sorpreso da questa domanda per cui nella risposta provava indifferenza, che
strane emozioni li aveva posto quella giornata.
-Allora?-
insistette Sana
-Bè…
va… va tutto a gonfie vele, solo che da quando non ci sei più è molto
triste- Mentiva per coprire che in realtà Sana era mancata soprattutto a lui
-Be
ora sono tornata, sarà tutto come prima-
-Speriamo…
ora devo andare, ci… ci vediamo-
-ciao-
ribatté Sana, lo guardò allontanarsi, poi entrò e si chiuse la porta alle
spalle
Heric
era felice, la sua amica era tornata, ma non era più la ragazza che nei momenti
tristi faceva una battuta oppure cantava, era cresciuta, e questo lato di lei lo
attraeva terribilmente. Entrò in casa e Nelly lo salutò
-Ciao
fratellino, ti ho lasciato un po' del sushi della cena-
-SUSHI?
DAMMELO SUBITO!- si accaparrò il piatto e cominciò ad inghiottirlo senza
tregua
-Sai-
disse mentre mangiava –Sana è tornata-
La
sorella rimase stupefatta
-Finalmente
si è decisa a tornare, ti… ti è mancata vero Heric? Tu non l’hai mai
scordata non è così?
Lui
guardò Nelly come se avesse colto in lui qualcosa che non sapeva decifrare
-Sì,
credo di sì- e cambiando discorso – Come sta papa?- chiese sperando che la
sorella non continuasse a parlare di Sana
-Oh
sta bene, pare che la malattia stia guarendo, speriamo in bene-
-come
sei ottimista- e si allontanò verso la sua camera, la sorella lo guardò con
occhio storto e poi tornò alle sue faccende domestiche.
Heric
spalancò la porta e si buttò nel letto, il suo sguardo cadde nel dinosauro che
gli aveva regalato Sana alla vigilia di Natale, nella sua bocca tornò il caldo
sapore del bacio che le diede quel giorno, e desiderò riviverlo dall’inizio
alla fine. Perché Sana aveva tanta influenza su di lui? Non seppe dare risposta
a questa domanda, ma gli venne in mente… doveva trovarlo, si mise a frugare
nel cassetto delle cose da dimenticare e lo trovò, il cicalino, chissà se
Rossana ne possedeva ancora uno,
-provo
a chiamarla… oppure no, forse non ce l’ha più, o forse sì?- si addormentò
con l’oggetto in mano: non era riuscito a chiamarla.
La
signora Kurata aprì la porta della stanza di Sana, si sorprese di trovarla
ancora sveglia
-Cosa
vuoi mamma?-
-Ha
chiamato Funny, ha detto che non può venire-
-lo
immaginavo-
-Perché
sei ancora sveglia figliola? Dovresti dormire, anche se domani è Domenica-
-Non
ho sonno- mentì Sana
-Va
bene, però vedi di dormire appena te ne viene un po' -
-Certo
mamma-
Diede
il bacio della buona notte a Sana e andò a dormire.
In
realtà era piena di sonno ma il pensiero di Heric le impediva di dormire, così
passò la notte in bianco.
Erano
appena le sette, e Sana si alzò si mise i suoi scarponi neri, un paio di jeans
e una maglietta che raffigurava il suo viso, scrisse un biglietto in fretta e
furia e lo lasciò sul letto, così, quando Robby si sarebbe alzato avrebbe
trovato sue notizie.
Corse
in cucina, prese un dolcetto di riso e uscì di casa. L’aria fresca le fece un
effetto benevolo e le calmò i nervi, ancora tesi per la lunga nottata. Camminò
a lungo, non si ricordava quasi più dove abitasse Heric, fino a quando la trovò,
le era mancata così tanto quella casa. Si sedette sul muretto aspettando che
lui uscisse e si addormentò.
-Svegliati
Heric!!- urlava Nelly furiosa
-Si
Si arrivo-
Quella
notte aveva dormito vestito e aveva sognato Sana in ogni istante, fino a quando
la sorella lo aveva svegliato, guastandogli tutta la magia.
Akito
scese di corsa le scale ed arrivò in cucina dove Nelly lo stava aspettando con
una padella in mano
-Allora
peste, cosa vuoi per colazione?-
-Sushi-
-Deficiente!!-
lo rimproverò la sorella –il sushi non si mangia a colazione-
-Allora
non voglio niente-
-Bene
meglio, ora esci?-
Si
limitò ad annuire con la testa, era sorpreso del cambiamento di umore che aveva
avuto la sorella dalla sera prima, e andò verso la porta per andare a farsi un
giro.
Sana
fu svegliata dalle urla di Nelly che la fecero addirittura saltare in aria, si
era addormentata, si alzò e si stiracchiò
-Speriamo
che Heric Non sia già andato via-
A
quel punto si spalancò la porta ed Akito uscì, ma non notò subito Sana
-Ciao-
disse Lei notando ogni volta di più la sua bellezza. I suoi capelli biondi
furono mossi dal vento e Sana ebbe un brivido
Heric
vide subito la sua pallidezza e le occhiaie, e capì che non aveva dormito
-Ciao,
hai dormito poco questa notte vero?
-In
effetti… non ho dormito, si nota così tanto?-
-Un
po’-
-Dove
stai andando di bello?-
-A
fare un giro… vuoi… vuoi venire con me così parliamo un po’?-
-Con
piacere-
Sana
si sentiva strana in sua presenza, non riusciva più a confidarsi liberamente
con lui come una volta, quando erano insieme era sempre imbarazzata.
-Allora
perché sei venuta?- le chiese Heric interrompendo i suoi pensieri
-Mi
sentivo tanto sola, avevo bisogno di parlare con qualcuno, non so perché ho
pensato a te-
-Ho
notato che… ieri avevi quella gonna…-
Sana
era sorpresa che si fosse ricordato di quella gonna così importante per lei
-Sì,
l’ho messa per sbaglio, la prima che mi è capitata- mentì lei.
Gli
occhi di Akito sembrarono rabbuiarsi, così decise di dirgli la verità
-La
verità è…- si fece forza –La verità è che mi ricorda noi due-
Lui
voleva evitare quel discorso
-Bè
a scuola sono successe tante cose in tua assenza le vuoi sapere?-
-No
grazie me le ha dette Funny al telefono-
Allora
le fece una domanda che sperava che non le fosse mai posta
-Senti
perché non hai dormito?-
Sana
non riuscì a trattenere le lacrime
Heric
capì di aver sbagliato a porle quella domanda. Si sentiva attratto da lei, e
voleva baciarle quella bocca, che si stava bagnando di lacrime, le si avvicino
-Heric,
Heric, ti ho cercato dappertutto- Si girarono di scatto, era Funny, che li stava
raggiungendo di corsa, lui si riallontanò
-Ciao
Heric, ora devo andare- disse Sana
-Va
bene, mi dispiace davvero di averti fatto piangere-
-Non
importa, non ti devi preoccupare- si voltò e prese a correre verso casa
-SANA!-
La chiamò Akito
-Si?-
disse lei restandogli di spalle
-Per
qualsiasi cosa chiamami, anche di notte se vuoi-
-Grazie-
e scappò via
Robby si alzò, era stanco morto e si avviò verso la camera di Sana, bussò, nessuna risposta, provò di nuovo ma nulla, allora aprì la porta, il letto era in disordine, stava per scendere quando notò un biglietto nel letto
Caro Robby, sono uscita a fare un giro, tornerò tra poco, tu e la mamma non dovete preoccuparvi
Con
affetto
Sana
Robby
portò il messaggio alla madre di Sana
-Non
ti preoccupare Robby anche lei ha i suoi problemi da risolvere-
-Si
ha ragione-
-Bene!
Allora in onore dei vecchi tempi cantiamo insieme a maru una bella canzone!!!!-
A
Rossana mancavano pochi minuti per arrivare a casa, e siccome non aveva voglia
di tornare così presto decise di andare a trovare Charles.
La
sua casa era la più bella della via e fu facile per Sana ritrovarla, suonò più
volte il campanello ma nessuno rispose, fece per andarsene quando sentì una
voce che doveva essere quella del suo manager
-Chi
è? Niente fans per favore-
-Ciao!
Sono Rossana, Charles è in casa?-
-Ciao!
Da quanto tempo che non ti sento! E più o meno da New York vero?
-Si,
è proprio tanto tempo, allora c’è Charles?
-Oh
scusa, si si c’è, ora ti apro, siamo al secondo piano-
-Grazie,
salgo subito-
Si
sentì il rumore del portone che si apriva e Sana lo spinse delicatamente, fino
a far passare il suo magro corpo nell’apertura, una volta entrata salì le
scale e arrivò al secondo piano, Charles le andò incontro
-Ciao
Sana, mi sei mancata tanto-
-Anche
tu-
Si
abbracciarono
-Vieni,
vuoi qualcosa da mangiare?-
-No
grazie-
-Qual
è il motivo della tua visita?-
-Volevo
dei consigli da un amico-
-Perché
non da Heric?-
Gli
occhi di Sana si fecero tristi –E’ proprio di lui che ti volevo parlare-
-Ah,
Capisco, vieni, andiamo a sederci là, sul divano-
Si
avviarono Sana sentì quasi un rimorso nell’essere andata da lui per un
consiglio
-Allora…
dimmi tutto-
-Non…
Non riesco a capire cosa provo per lui… non è lo stesso sentimento che
provavo quando stavamo insieme…-
-Dimmi,
questa notte l’hai sognato?- Le chiese, come se fosse un esperto in materia
-
Veramente…non ho dormito…-
-Perché…
perché… perché-
Charles
notando il suo imbarazzo, le si sedette accanto e le mise una mano sulla spalla
-Perché?-
Le chiese con tono gentile
-Perché
pensavo a lui- Sana si era calmata, si era resa conto che Charles era un amico e
che le voleva bene, gliene aveva sempre voluto.
Prese
coraggio
-Ogni
volta che penso a lui mi batte il cuore…e quando mi ha abbracciata avrei
voluto che durasse per sempre… ma non capisco, non ho mai capito niente in
materia-
Gli
occhi di Charles divennero ancora più tristi
-Non
smetterai mai di amarlo vero?-
-Cosa?-
ora non era più tranquilla, doveva prevedere la reazione di Charles
-E’
così chiaro amica mia, tu lo ami, amerai sempre lui, mi devo rassegnare io non
avrò mai il posto che ha lui nel tuo cuore-
Ma
si era così chiaro, lei lo amava, era diverso il sentimento perché era
cresciuta e lo amava più di prima, come non mai.
Rossana
si alzò corse verso Charles e lo abbracciò, piansero entrambi, anche lui
l’avrebbe aiutata, le vennero in mente tutti quei momenti in cui Heric le
aveva consolidato la sua amicizia, ma ora lui amava Funny non lei,
-Come,
come farò a vivere senza il suo amore-
-Sana,
sii forte, e, per una volta fagliela vedere tu a Funny, non potrai una seconda
volta perdere senza combattere-
Sana
smise di piangere, sì avrebbe combattuto per riaverlo e ci sarebbe riuscita se
il suo cuore l’avesse aiutata
-Perché
tu capisci sempre quando sono innamorata?-
-E’
molto semplice Sana, perché io provo le stesse cose per te-
-E
perché tu non combatti per avermi?-
-Perché
sarebbe una battaglia persa-
Guardò
l’orologio, era tardi e doveva tornare a casa
-Grazie
Charles per avermi aiutato, ora devo andare a casa, la mia mamma sarà in
pensiero
Si
asciugò nuovamente gli occhi e ritornò su i suoi passi
-Quella
era Sana?- disse Funny
-Si-
-Perché
eravate insieme Heric, eh? Rispondimi-
-Stavamo
facendo due chiacchiere-
-E
perché stava piangendo?-
Questa
insistenza non gli piaceva affatto, non voleva parlare a Funny di Rossana
-Non
sono affari tuoi- ribatté secco
-ok
ok non mi intrometto, però ti ricordo che oggi dovevamo uscire insieme-
Il
volto di Heric diventò improvvisamente serio si girò a guardarla negli occhi,
fece un passo avanti, le prese il viso e la baciò ma questo bacio era di addio.
-Oh
Heric…-
-Shhh-
l’ammutolì lui –Questo bacio era per concludere la nostra storia… perché…
io non ti amo più-
Funny
scoppiò a piangere e scappò lontano da Heric, ma lui non si sentiva triste, si
sentiva libero. Si incamminò verso casa, pensando a Sana.
-Tante
grazie Charles per il tuo aiuto- pensava Sana distesa sul suo comodo letto
-Lo
devo dire a Heric oppure no…. Ma Funny…non so come comportarmi- cosa faccio?
Le venne in mente il viso di Heric, i suoi capelli biondi… i suoi occhi
castani la sua bocca, il suo sapore… si accorse che le lacrime le scendevano a
fiotti, voleva rivedere il suo amore, squillò il cellulare
-Rispondo?
No… se è Heric? Ma sicuramente non è lui quindi che problema c’è?- Con la
mano tremante prese il telefonino e lo portò all’orecchio
-Pronto-
disse con voce insicura
Sentì
qualcuno che piangeva, si tranquillizzò, non poteva essere Heric
-Sssana
cciao sssono Fffunny-
Sentiva
la disperazione della sua amica dall’altro capo del filo
-Funny
calmati cos’è successo? Dimmi tutto-
-Heric
mmmi ha lasciata-
Sana
era triste per la sua amica ma felice per se stessa, si sentiva un’egoista,
una grande stupida egoista
-Vuoi
venire qui? Oppure preferisci parlare al telefono?- disse dolcemente
-Al
telefono-
-Per
quale motivo ti ha lasciata?- Sana avrebbe capito se non le avesse risposto,
aveva le sue buone ragioni, ma sperava che le rispondesse perché era di
fondamentale importanza
-Ddice
che non mi aama pipiù-
-Mi
dispiace tantissimo Funny-
-Io
lo amo Sana-
Quell’affermazione la colpì al cuore, se era lei la colpa della loro separazione si sentiva una stupida, non doveva intromettersi nella loro vita non ne aveva diritto, Non poteva più parlare con Funny non avrebbe resistito ancora a lungo
-Scusa
Amica mia, devo proprio andare, mi spiace, ciao-
-Ciao-
disse e riattaccò
Che
Heric avesse lasciato Funny perché si era innamorato di lei? No non poteva
essere, ma doveva parlargli, si infilò alla svelta gli stivali, si mise il
soprabito e corse fuori.
Heric
doveva sapere cosa Sana provava per lui, dopotutto aveva lasciato Funny proprio
perché… Perché amava Sana, La sognava, la pensava ogni istante della sua
giornata, era il suo incubo ma anche il suo sogno, a chi poteva chiedere per
sapere se Rossana provava un emozione, anche minuscola verso di lui? Non gli
venne in mente nessuno fino a quando lo vide: Charles aveva gli occhiali da sole
e l’impermeabile ma Heric lo riconobbe, lo avrebbe scovato fra mille, lo
conosceva bene… il suo rivale in amore, gli si avvicinò, non aveva mai avuto
troppa confidenza con lui ma si decise a parlargli
-Ciao-
Gli disse cortesemente Heric
-Ciao
come va?-
-Abbastanza
bene grazie, senti, per caso uno di questi giorni… hai visto Rossana?-
-Rossana?
Si l’ho vista nel primo pomeriggio-
-Senti,
io vorrei sapere se prova qualcosa per me, ho pensato che con te si sarebbe
confidata per questo ti ho chiesto…-
-Perché
lo vuoi sapere?-
-Non
lo so, con me non si comporta come una volta…-
Charles
cominciava a scocciarsi
-E’
semplicemente cresciuta, capita a tutti-
-Allora…
me lo dici che cosa prova per me?-
A
quel punto Il giovane attore perse la pazienza
-Come
hai fatto a non capirlo da solo Heric? lei ti ama, ti ha sempre amato e ti amerà
per sempre, e, e, e ora ciao- Sembrava voler aggiungere qualcos' altro ma corse
via
-Come…
come può amarmi? È… è impossibile- Gli Venne in mente il Bacio che le aveva
dato in fronte, il loro abbraccio, la gonna… lei non si era mai tirata
indietro, anzi aveva… aveva pianto
-Che
stupido sono stato, come ho fatto a non capirlo prima? Era così semplice…-
-Ora
cosa devo fare? Devo andare a trovarla…oppure viene lei da me…- Non mi tirerò
ancora indietro, Sana è lontana parecchi km ma… posso farcela-
Prese
a correre con tutto il fiato che aveva in corpo, la serata era gelida, i suoi
capelli erano quasi congelati, era tutto indolenzito, avrebbe voluto sedersi
accanto al calore di un focolare, ma continuò a correre, nessuno l’avrebbe
fermato.
Sana
camminando per il gran freddo era quasi arrivata davanti alla casa del suo
amore, mancava solo una curva, si fermò non ci riusciva
-Non
non ci riesco, ma devo farmi forza- Chiuse gli occhi e strinse i pugni, quando
sentì la voce di Nelly che la fece trasalire, gli riaprì
-Papà,
devi prendere la medicina!-
-Non
la voglio-
Si
avvicinò, suonò il campanello
-Speriamo
che sia Heric- disse Nelly
Aprì
la porta di casa
-Oh,
ciao Sana! Akito mi aveva detto che eri tornata! Sei mancata a tutti sai! Ma
soprattutto- Cambiò tono di voce –Ma soprattutto a mio fratello-
Gli
occhi di Rossana, che erano fissi al pavimento con uno scatto andarono a fissare
quelli di Nelly
-Non,
non lo sapevo- disse Sana, Nelly sembrò sorpresa
-Comunque
c’è tuo fratello?-
-No
non è ancora tornato, puoi aspettarlo se vuoi-
-No
non importa-
Improvvisamente
il Padre spuntò dalla cucina, era con il pigiama e un capellino in testa, era
così buffo, a Sana scoppiò una risatina
-Voglio
salutarla anch’io Sana-
-Papa
torna a letto, sei malato!!!-
-Salve
signor Akito- disse Sana
-Ciao
Rossana, come come- Cominciarono a roteargli gl’occhi e cadde a terra, stava
male
-O
mio Dio- Urlava Nelly terrorizzata –Bisogna chiamare Heric, aspettalo tu qui
in casa Rossana, io porto mio padre all’ospedale e poi se volete ci
raggiungete-
Non
ebbe neppure il tempo di risponderle che già l’aveva caricato in macchina,
aprì il cancello grande, fece passare l’auto e andò via, verso la nebbia.
Sana, entrò in casa e si sedette sul divano
-Dove
sarà andato Heric?-
Heric
arrivò di fronte alla casa di Sana, suonò il campanello senza esitazioni, uscì
Robby con un grembiule da cucina, evidentemente stava preparando la cena
-Cosa
vuoi Heric?- Disse in tono sgradevole
-C’è
Sana?-
-No,
l’ho vista uscire più o meno un’ora fa-
-Grazie,
signor Robby-
-Prego,
tornatene a casa tua, fa un freddo!-
-Si
non preoccuparti-
pensava
che ormai il loro incontro fosse già scritto, e invece non c’era, così
decise di tornare a casa
-Devo
trovare un modo per chiamare Heric, ma quale?… ma si il cicalino! Speriamo che
ce l’abbia con se!- Il suo era un po’ arrugginito, si capiva che non lo
usava da molto tempo, fortunatamente si ricordava ancora l’alfabeto, premette
i tasti, sperando che Akito capisse…
Heric
sentì tremare il cicalino, si fermò, sicuramente era Sana, cosa voleva? Magari
aveva bisogno di aiuto lo alzò capì a mala pena il messaggio
Infilò
di scatto l’oggetto in tasca e si guardò attorno, intravedeva una bicicletta
un po’ vecchia ma di sicuro andava ancora, la prese, che colpo di fortuna! Non
aveva la catena, ci montò sopra e cominciò a pedalare, a quella velocità
sarebbe arrivato da Sana in pochissimi minuti, Gli venne in mente la corsa che
avevano fatto insieme quella volta che i fotoreporter bloccavano la sua casa,
Che facile che era la vita un tempo. Ma intanto era arrivato, buttò a terra la
bicicletta e spalancò la porta, Sana era in piedi a guardare la finestra. Heric
le corse in contro e l’abbracciò
-Come
sto bene abbracciato con te- riuscì a dire Heric
-Anche
io, vorrei stare così per sempre-
-Dimmi
Sana, perché mi hai chiamato così urgentemente?-
-Tuo…
tuo padre è all’ospedale-
Heric,
si scansò, la prese per un braccio e la condusse di corsa verso la bicicletta
-Monta-
le disse
-Si-
Partirono
come un razzo l’ospedale era lontano quindi Heric corse, più di prima, doveva
sapere come stava suo padre
-Siamo
arrivati! Di già?- urlò Sana
-incredibile
ma vero-
Si
avvicinarono di corsa all’entrata e la porta elettrica li fece passare, si
diressero subito dalla signorina nel bancone
-Il
signor Akito?- disse Heric come se faticasse a pronunciare il suo nome
-Primo
piano, stanza quattordici-
Presero
di corsa l’ascensore che li portò al primo piano, qui camminarono, leggendo i
numeri delle stanze, cercando la numero quattordici, la trovarono, Nelly si era
addormentata, con la testa nel letto di papà, visibile il segno del pianto nel
suo viso. Heric si avvicinò a suo padre aveva un espressione di terrore, Akito
tornò nella porta da Sana,
-Lasciamoli
dormire-
-Si-
disse Sana andando a sedersi in una sedia, nel lungo corridoio, Heric la seguì
e le si sedette accanto
-Heric
io… io devo parlarti-
-Anche
io Sana…, prima… prima ho incontrato Charles-
-Ti…
ti ha detto tutto?-
-Si-
Heric le alzò la testa per il mento, le accarezzò quel viso, che sognava ogni
notte, avvicinò le sue labbra a quelle di Sana e la baciò, il profumo soave
dei suoi capelli lo attraversò e il suo sapore… gli era mancato così tanto,
le era mancata così tanto lei, staccarono le loro bocche l’una dall’altra e
si abbracciarono nuovamente
-Ti
amo Heric- disse, con un filo di voce
-Anche
io ti amo Rossana- Lei era sorpresa che lui avesse sentito le sue parole, ma ne
era confortata. Ogni volta che vedeva i suoi occhi le veniva da baciarlo
dappertutto e ogni volta che vedeva i suoi capelli le si mozzava il fiato
-Ho
tanto sonno- le disse Heric
-Anche
io, è stata una giornata molto faticosa-
Si
addormentarono mano nella mano, Rossana aveva la sua folta chioma castana nella
spalla del suo amore, accanto a lui si sentiva sicura.
La
mattina arrivò in fretta, Nelly uscì dalla stanza del padre e, vedendo Sana ed
Heric, capì molte cose, loro si sarebbero amati per sempre, dopotutto uno aveva
un debole per l’altra dalle elementari.
Heric
si svegliò
-mmmhh,
ciao sorellona, come sta papa?-
-Insomma,
non tanto bene-
-Ora
ti preferirei ottimista-, Poi Nelly cambiò completamente discorso
-Come
va con Sana?-
-Oh,
bene, e tu con il tuo amato Simon?-
-Abbastanza
bene grazie-
-Lei
è tanto carina, non so come ha fatto a innamorarsi di te-
Heric
diventò tutto rosso, in quel momento Sana si svegliò
-Buongiorno
a tutti!-
-Ciao
Sana vedo che sei di buon umore- notò Nelly
-In
effetti, e vostro padre come sta?-
-Insomma
così e così- si intromise Heric
-Ciao
bellissimo- lo salutò Sana, arruffandoli i capelli
-Ciao-
Heric si alzò in piedi, la prese in braccio e la baciò
-Che
piccioncini, a proposito hai chiamato tua madre Rossana?-
Heric
rimise giù Sana e la fece risedere
-No,
mi sono dimenticata, sarà sicuramente in pensiero, vado subito-
Spostò
Heric che la stava abbracciando e andò a telefonare
-Si
vede che vi amate un mondo, siete così carini insieme-
Heric
diventò nuovamente rosso
-G…Grazie–
le disse
Intanto
tornò il dottore che era andato a visitare il padre dei due giovani.
-Come
sta dottore?- Chiese imprecando silenziosamente che stesse bene
-Al
momento non c’è nulla di certo, dovete andare a casa, resterà qui in
ospedale finché non ci saranno certezze, e poi oggi è lunedì non dovreste
essere a scuola?
-Si
ma ormai è tardi ci andremo domani- Nelly era allibita della freddezza del
dottore così decise di andare a casa
-Heric,
aspettiamo Sana e poi andiamo a casa-
-Ma….
Perché? Non vorrai lasciare pap-
-no-
lo interruppe Nelly –Andiamo a casa-
-Bene-
disse Heric, anche senza aver capito le intenzioni della sorella, Intanto Sana
era tornata dal bagno
-Sana
andiamo a casa, vuoi venire da me?- Le chiese Heric, prima che Nelly potesse
parlare
-Per
me va bene, ho detto alla mamma che sarei tornata a casa in serata-
-Ma
tu non lavori più negli spot, nei programmi televisivi e nei telefilm?-Le
chiese incuriosita Nelly
-Ho
deciso di prendermi un po’ di vacanza-
-Ah
capisco, bè ora è meglio andare- Uscirono dall’ospedale un po’ frastornati
e salirono tutti nell’auto di Nelly, la bici rimase lì, sul marciapiede.
Il
viaggio non fu lungo, mentre Nelly guidava, Sana ed Heric, seduti dietro si
facevano le coccole, si abbracciavano e si davano i bacini, come per colmare i
buchi che si erano formati nell’anno che non si erano visti, Rossana non si
era mai sentita innamorata come in quel giorno.
Funny,
per qualsiasi cosa avesse fatto, voleva chiedere scusa a Heric, lo amava troppo
per lasciarlo andare via così dalla sua vita, vide un auto avvicinarsi,
Intravide la sagoma di Nelly, nelle postazioni davanti e nei sedili posteriori
c’era Heric e qualcun altro, si avvicinò di corsa alla macchina, Heric scese,
nel vederla rimase senza parole
-Perché
sei venuta?-
-Torniamo
insieme Heric, lo so che non è vero che non mi ami più, io non posso vivere
senza di te-
Sana
scese dalla macchina
-Chi
ce Her… oh, ciao Funny-
-Ciao
Sana, come mai sei qui?-
Akito
e Sana si guardarono negli occhi, quegli occhi… che ogni volta la facevano
trasalire-
-Bé
vedi…- Cominciò Sana
Heric
capì che il suo amore non riusciva a parlare della loro storia alla sua
migliore amica, la prese per mano,
-Noi
due stiamo insieme ora… ti ho detto la verità- Sana ringraziò mentalmente
Heric per averla aiutata a dire quello che Funny non avrebbe mai voluto sentire
-Voi
due… i miei amici…, mi avete lasciata da sola- le lacrime le avevano
rovinato tutto il trucco che ora, le colava sul viso
-Mi,
mi dispiace- disse Sana per confortarla, ma poi si fece forza e disse una cosa
che era rinchiusa nel profondo del suo cuore
-Tu
hai fatto la stessa cosa, quando io ero in montagna per recitare “la casa nel
bosco”-
Funny
pianse ancora di più
-Hai…
hai ragione Sana, ma al cuore non si comanda, quindi ora è tutto tuo, tienilo
bene mi raccomando- Si sforzò di sorridere
-Si-
disse con sicurezza
Funny
si voltò e cominciò a correre
-Aspetta
Funny!- la chiamò Sana
Si
fermò ma non la guardò negli occhi, non ci sarebbe riuscita
-Si?-
-Siamo
ancora amiche vero?-
Funny
non rispose, e ricominciò a correre.
-Abbiamo
fatto la cosa giusta?- disse Sana
-Per
me si- la strinse a se e la baciò, per confortarla
-Ragazzi-
si intromise Nelly –Per me siete stati un po’ duri, ma avete fatto la cosa
giusta, tanto avreste dovuto dirglielo prima o poi-
-Si-
dissero entrambi
Nelly,
si avvicinò al chiavistello e girò lentamente la chiave, aprì la porta, entrò
in casa e si buttò sul divano
-Mamma
che giornata-
-Vuoi…
vuoi venire con me in camera mia?- chiese Heric, diventato tutto rosso per la
timidezza
-Certo-
La
camera di Heric le sembrò più piccola di come se la ricordasse, vide il
dinosauro che gli aveva regalato lei, vide una foto di quando pubblicizzava una
marca di abiti, notò che in quella foto era venuta veramente bellissima, la
prese in mano, ma prima che potesse osservarla con attenzione Heric gliela sfilò
-Mi
dispiace, non posso far vedere a nessuno la foto della mia donna, o divento
geloso-
Sana
gli si buttò sopra e lo stese sul letto. Gli accarezzò i capelli
-Mi
piacciono tanto i tuoi capelli-
-Sono
conten…- prima che potesse finire la frase Sana lo baciò dalla fronte al
mento, senza tralasciare un solo millimetro
-Sono
contento che tu abbia preso il sopravvento, per una volta- La girò ora era lui
sopra e lei sotto
-Ora
tocca a me- disse Heric e fece lo stesso ma baciandole anche il collo
-Credo
che non sia il momento- disse Sana
-Di
fare cosa?-
-Lo
sai benissimo-
-Hai
frainteso mia cara-
Scoppiarono
a ridere. Heric si spostò e le si distese accanto
-Sono
così contenta di essere con te- si confidò lei
Heric
guardò il suo profilo
-Sei così
bella e luminosa, quanto vorrei essere come te-
Rossana lo
guardò e sorrise con dolcezza, Heric non aveva mai avuto un amore così
passionale e ora si sentiva stupendamente bene.
-Ti amo-
le disse, e sorrise debolmente
-Oh,
anch’io ti amo, lo urlerei a tutto il mondo se potessi-
Heric le
si avvicinò e la baciò, un bacio passionale, dai quali entrambi non avrebbero
mai voluto staccarsi
-Sana! è
venuto il tuo manager a prenderti- urlò Nelly, interrompendo quel favoloso
momento. Lei si staccò dolcemente e sorrise. Si alzò dal letto e corse alla
porta, mentre usciva improvvisamente si fermò e si girò a guardare Heric
-Ciao
amore mio- gli disse e proseguì per le scale
-Ciao-
disse deglutendo Heric
La lasciò
andare ma in cuor suo le mancava di già, la sua Sana l’aveva vista crescere,
così allegra e spensierata e ora era la sua ragazza e stava diventando seria e
intelligente
-Oh amore
mio- disse sospirando Heric e si buttò nel letto, il viso immerso nelle
lenzuola a ricordare il profumo di Sana, così dolce e accentuato che ogni volta
che lo sentiva, un brivido, gli percorreva tutto il corpo.
Sana era seduta silenziosamente nell’auto di Robby
-Sana perché non parli? In questi tre giorni non sei stata quasi mai a casa, mi ero preoccupato tanto, è forse andata mele a scuola Sabato?
-Eh, ah no no, tutto bene si- rispose Sana senza pensare
-E… hai rivisto Heric?-
-Oh Heric amore mio…-
-Ma Sana mi stai ascoltando?-
Sana che non stava affatto ascoltando Robby, era intenta a pensare ad Heric, il suo bellissimo Heric
-Sanaaaa!!!- urlò Robby, rischiando di andare fuori strada
-Eh, mi hai detto qualche cosa Robby?-
-Veramente è da mezz’ora che ti sto parlando-
-Allora stai diventando logorroico- disse scherzosamente Sana, ma poi, vedendo la serietà nel viso di Robby gli chiese
-Cosa c’è?-
-Mi chiedevo se hai parlato con Heric-
-Oh si- disse calma Sana, cercando di non farsi prendere dalla nostalgia
-e… com’è andata?
-Bene, però non ci siamo parlati molto…-
-Sei stata a casa sua senza parlargli?-
-Ehm… stavo con sua sorella sì-
Sana non voleva parlargli di Heric… sarebbe stato troppo imbarazzante
-Ok siamo arrivati, scenda moidmoiselle-
-Grazie Robby- disse cortesemente e si avviò verso la porta di casa, non sapeva perché ma avrebbe voluto scappare e andare a vivere con Heric
-Sarà l’amore- disse prontamente e aprì la porta
-Ciao mamma!!-
-Ciao Sana!! Scusa se non ti saluto decentemente ma sto scappando dall’editore, AH AH AH-
-Non cambierai mai mamma-
Sana senza neanche accorsene prese il cellulare andò in camera sua, compose un numero a caso, il primo che le venne in mente, quello di Heric, rispose una vocina triste, quasi non sembrava Nelly
-Pronto- disse con un filo di voce
-Ciao Nelly!!! Sono Sana, mi passi Heric per favore?-
-E’ sotto la doccia, ti rifaccio chiamare io se vuoi-
-Grazie, aspetto con ansia-
-Ok ciao-
-Ciao- e riattaccò
-Il mio amore è sotto la doccia, mi manca tantissimo, devo sentire la sua voce, oh, chiamami presto-
Fece un profondo respiro e si rilassò nel suo comodo letto
-Heric, ha appena chiamato Sana, appena esci dalla doccia richiamala-
-Cosa Sana? Perché non mi hai chiamato?-
si stava ribaltando nella doccia dopo questa notizia, ogni volta che sentiva il suo nome trasaliva
-Perché la amo così tanto? bo, so solo che io non la lascerò tanto presto, perché la amo più della mia vita-
Heric aprì velocemente lo sportello della doccia, si girò un asciugamano in vita e corse al telefono, compose il numero, Sana rispose subito
-Pronto sei tu Heric?-
-Sì, come sapevi che ero io?-
-Pura immaginazione-
-Che cosa volevi dirmi?-
-Mi manchi tanto-
-Anche tu, ma ci vedremo domani a scuola-
-Hai ragione sono proprio una viziata egoista-
-Non buttarti giù così, dopotutto a me vai bene come sei-
-Grazie-
-Vuoi che venga lì da te a dormire e domani andiamo a scuola insieme?-
-Hai colto proprio nel segno- disse imbarazzata Sana
-Allora aspettami corro subito da te-
-Ti aspetterò mio principe azzurro-
-Ciao-
-Ciao- e riattaccò
Heric, si infilò le mutande, i primi abiti che trovò nell’armadio e le scarpe, poi prese lo zaino per la scuola e vi infilò la divisa, il pigiama e corse al piano di sotto
Nelly era seduta in una sedia, era pallida, era sconvolta da qualcosa ma Heric non aveva il tempo di indagare
-Vai via?- disse con una vocina stizzita
-Si, ci vediamo domani forse-
-Heric io… io ti devo parlare-
-Non ora sorellona mia, sono felicissimo, questi sono i giorni più belli della mia vita-
-Vai
da Sana?-
-Si-
-Passa
con lei tutto il tempo che puoi-
Heric
diventò improvvisamente serissimo, capiva che qualcosa non andava
-Perché?-
le chiese sperando di essere risposto
-Lascia
stare, te lo dico domani-
-Ok,
ciao, ci vediamo-
-Si
ciao-
Uscì
di casa, il venticello gli stuzzicava le guance, aprì il garage, la sua bici
giaceva in un angolo, era molto che non la usava, la prese, ci si montò sopra e
partì come un razzo verso la casa di Sana
Sana
era distesa, in abito da notte, pensierosa sul suo letto
-Patricia!!!
Vieni qui un secondo per favore-
La
governante salì le scale ed entrò nella stanza di Sana
-Cosa
c’è piccola mia?-
-Oh
cara Patricia, Heric dovrebbe arrivare a momenti, ti prego di appostarti di
fronte alla finestra a vedere quando arriva, così da aprirgli la porta senza
che Mama e Robby sappiano nulla, te ne prego cara signora, fai ciò che ti ho
detto-
-Il
tuo amore per questo ragazzo è così grande?-
Sana
arrossì tutta
-Oh
no cara Patricia ma preferirei che loro non lo sapessero-
-Come
vuoi piccola Sana, andrò a quella finestra, e quando lo vedrò correrò ad
aprirgli la porta-
-Grazie,
grazie davvero-
La
governante uscì dalla sua camera e Sana andò verso la stanza di Robby
-Robby
posso entrare?-
-Si
Sana, entra pure-
Robby
stava disteso sul letto in pigiama, nel comodino c’era una bottiglietta di
Brandy mezza piena
-Robby
stai bevendo! vuoi ubriacarti?-
-Senza
Alicia la mia vita non ha più senso-
-Non
dire assurdità- Improvvisamente le venne in mente cosa provava lei quando Heric
si era messo con Funny, tristezza, dolore, solitudine
-Bè…
in effetti ti capisco però non esagerare-
-Sei
sempre così forte Sana-
-E’
solo l’apparenza, Robby è solo l’apparenza, comunque sono venuta per dirti
che domani vado a scuola da sola, a piedi, così tu puoi riposarti-
-Non
voglio essere un peso per te ti porto io-
-No
Robby, ho deciso che vado a piedi quindi lo farò-
Uscì
di corsa dalla stanza di Robby sbattendo la porta e si infilò di corsa in
camera sua
Heric
imboccò la via di Sana, Patricia lo vide subito e si precipitò al piano terra
per aprire la porta, lo fece, lui stava per suonare il campanello ma si fermò,
vedendo la donna precipitarsi da lui
-Ciao
Heric- disse con il fiatone
-Salve,
io dovrei vedere Sana-
-Lo
so, la signora Kurata non sa nulla e nemmeno Robby quindi mi segua in silenzio-
-Va
bene-
Arrivarono
alla stanza di Sana e bussarono, Sana si precipitò alla porta ed aprì, I due
innamorati si corsero incontro e si abbracciarono, Poi, Heric le accarezzò il
viso e la baciò.
Patricia
sembrava quasi commossa, dai suoi occhi cominciarono a sgorgare le lacrime
-Oh
cara signora- disse Sana avvicinandosi a lei –Perché piangi?-
-Siete
così carini insieme, era molto tempo che non vedevo tanto amore…-
-Oh
grazie, grazie per tutto quello che hai fatto, ti prego di uscire e di non
parlare a nessuno della nostra storia d’amore-
-Certo
piccola Sana, a costo della vita-
-Grazie
ancora-
La
signora uscì dalla stanza lasciando i due ragazzi soli
-E’
così gentile con te, vi volete tanto bene vero?- disse Heric quasi commosso
-Oh
si, molto, ma non voglio a nessuno il bene che voglio a te, neanche a mia madre-
-Grazie,
mi fai diventare tutto rosso se mi dici così…-
Sana
sorrise e poi si infilò sotto le coperte
-Sono
stanca io dormo-
-Di
già?-
-Si,
ma se vuoi parliamo un po’-
-Bene-
Heric,
si sfilò la maglietta, Sana vedendo i suoi muscoli, non tanto grandi ma
visibili, ebbe un brivido. Poi Heric si sbottonò i pantaloni e se li tolse,
poi, calmo si mise il pigiama e andò anch’esso sotto le coperte
-Prima
mia sorella voleva dirmi qualche cosa, era sconvolta-
-Anche
a me è parso prima, quando ti ho telefonato-
-Allora
l’hai notato anche tu-
Sana
annuì
Si
abbracciarono e si tennero stretti, si addormentarono, uno pensando all’altra.
La
mattina sopraggiunse presto e il canto del gallo svegliò Heric, che, ancora
mezzo addormentato si avviò verso il bagno, l’acqua tiepida lo svegliò del
tutto e solo allora si ricordò di essere a casa di Sana, guardò l’orologio
erano le sei e mezza, tornò in camera di Sana e si distese sul letto a fissare
il suo amore, mentre dormiva, Un’ora dopo, Vedendo che lei non si svegliava
decise di farlo lui
-Sana
svegliati, arrivi sempre in ritardo!- disse accarezzandole il viso
-Grom
Heric…-
-Svegliati
amore mio bello-
Sana
aprì lentamente gli occhi, era pallidissima, la sua bocca leggermente
screpolata era rosea e faceva un contrasto con il resto
-Ciao
come stai oggi?- chiese Heric
-Mai
stata meglio e tu?-
-Anche
io. Spegni la sveglia oppure qualcuno la sentirà-
-Dobbiamo
già andare a scuola?-
-Sì
e non siamo in anticipo-
-Oh
capisco- Sana si avvicinò e sfiorò le labbra di Heric con le sue
–Prepariamoci prima che si sveglino-
-Si-
Heric
si avvicinò al suo zaino, prese la divisa e la indossò e Sana fece altrettanto
-Heric
ti voglio così bene che non so come dirtelo-
-Mi
basterà che tu mi guardi negli occhi-
-Gr…-
Improvvisamente
sentirono bussare la porta
-Heric
vai là dietro la porta-
-Ok-
Sana
si avvicinò ed aprì, con grande sollievo era Patricia
-Dimmi
signora-
-Sono
venuta per avvisarvi che sua madre si sta per alzare, dovete andare-
-Oh
grazie signora Patricia-
La
governante uscì chiudendo la porta, Sana guardò Heric
-Andiamo
amore o ci scopriranno-
-Subito-
Heric superò Sana baciandola sulle labbra, prese lo zaino, e andando verso la
porta la prese per un braccio e la tirò a sé
-Heric,
ho paura nel rivedere Funny-
-Se
staremo insieme nulla ci farà paura-
-Grazie,
ora è meglio andare-
Heric
la lasciò e insieme uscirono dalla stanza, e attenti a non far rumore uscirono
di casa
-Ce
l’abbiamo fatta- disse Sana contenta
-Si,
ora rimane solo Funny-
-Passeremo
anche quello- disse Sana speranzosa
Rossana
mise il suo braccio sulla spalle di Heric, lui fece altrettanto e facendosi
forza a vicenda arrivarono a scuola
Funny
li stava aspettando all’entrata, il suo viso sorridente accompagnava i
movimenti che Sana ed Heric facevano, andando verso di lei. Rossana si accorse
di lei solo dopo che le si avvicinò
-Ciao
Sana- disse allegramente
-Oh
ciao Funny, senti… senti scusa per ieri sono stata troppo cattiva- Disse con
incertezza Sana
-Non
ti preoccupare, le tue parole mi hanno fatto capire quanto sono stupida-
-Non
dire così-
-Sì
ora ho capito che Heric è sempre stato tuo, in ogni momento e mi dispiace
avervi messo i bastoni fra le ruote-
Sana
sembrò sollevata e cambiò completamente espressione
-Allora
torniamo amiche?- proseguì Funny
-Ma
certo!!-
Le
due, cominciarono a ridere e scherzare come non facevano da molto tempo. Heric
era contentissimo che fosse finita così, non sarebbe potuto andare meglio.
-Resteranno
sempre delle bambine…- Si avviò verso l’aula, quasi ancora incredulo sulle
parole di Funny
Le
ore passarono presto, e in tutto quel tempo Heric e Sana si erano fissati
pensando solo uno all’altra
All’uscita
Sana lo rincorse e lo afferrò per un braccio
-Torniamo
a casa insieme?- disse lei
-Non
posso mi dispiace- rispose tristemente Heric
-E…
perché?-
-Perché
ho promesso a mia sorella che avrei ascoltato quello che aveva da dire, poi ti
chiamo, e se ti va possiamo andare al luna park-
-Fantastico-
disse Sana e si allontanò baciandolo su una guancia
Lui
le sorrise e andò per la sua strada.
Pensando
a Sana la strada di casa si accorciò un sacco, ed Heric fu sorpreso di trovarsi
già davanti alla porta, prese le chiavi dallo zaino ed entrò, la casa era buia
quasi come se non ci fosse nessuno, poi nell’oscurità intravide Nelly, seduta
sul divano
-Perché
è così buio qui dentro? E di cosa dovevi parlarmi?- chiese Heric
-Siediti-
ribatté secca sua sorella
e
continuò: - Ieri, poco dopo che Sana se ne è andata, ho ricevuto una
telefonata dal dottore-
-Oddio
cos’è successo a papà?- la interruppe, ma lei continuò
-E
mi ha detto che le condizioni di papà sono stabili, ma…- deglutì per farsi
forza
-dobbiamo
trasferirci in america, a New York, dove c’è l’unico centro che cura questa
grave malattia-
-Oh
mio Dio!- urlò Heric –Sana!!-
-mi
dispiace- disse Nelly
-e…
quando dovremmo partire?-
-Dopodomani-
-No!
Non vengo, io resto qui con Sana-
-Mi
dispiace, il dottore ha detto che per farcela ha bisogno di tutta la sua
famiglia-
-Allora
verrà con noi- disse speranzoso Heric
-Non
è possibile, non potremmo mai pagarle il viaggio, per noi tre ho dovuto usare
le nostre ultime risorse che avevo in banca, e poi non le permetteranno mai di
partire-
-Hai
ragione- disse Heric e lentamente uscì dalla porta di casa
Sana
era molto preoccupata, era passato molto tempo da quando si erano salutati a
scuola e lui non l’aveva ancora richiamata, così decise di chiamarlo lei,
compose il numero, rispose sua sorella, ancora più triste dell’ultima volta,
ma decise di non indagare a proposito
-Ciao-
disse – c’è Heric?-
-No-
rispose Nelly –credevo fosse venuto da te-
-E
invece non si è fatto vivo-
-Prova
a chiamare da Terence, magari è là-
-Ok!!
Ci vediamo-
-Bene-
Heric
corse fuori di casa e si mise a correre verso la casa di Sana
-Perché,
no non riesco a vederla… vado… da Terence-
si
voltò e dopo poco arrivo di fronte alla sua casa e bussò
-Chi
è?- disse Terence aprendo la porta, -oh Heric sei tu, ho sentito che ti sei
rimesso con Sana, lo sanno tutti ormai,-
Heric
assentì
-Andiamo
su in camera mia?- chiese Terence
-Ok-
-Allora
come mai sei venuto?-
-Non
lo so- rispose Heric
-Interessante-
Salirono
in camera
-Ti
vedo un po’ giù, amico mio, avanti cos’è successo?- chiese Terence
Heric
aprì la bocca per dire qualcosa quando squillò il telefono
-Scusa
un attimo- si avvicino all’altro lato della stanza e rispose
-Pronto?-
-Ciao
Terence!- disse allegra e spensierata Sana
-Per
caso Heric è lì da te? Doveva venire da me e poi dovevamo uscire ma non l’ho
visto-
-Ehm…
si è qui da me-
-Dille
che dormo qui da te e che al momento mi sto facendo la doccia-
-Eh?
Ok- -dorme qui sta notte, mi dispiace-
-Me
lo potresti passare un secondo?
-Si
sta facendo la doccia-
-Va
bene… non importa, digli…-
-Aspetta
un attimo- Terence mise il vivavoce
-Si?
Cosa devo dirgli?-
-Digli
che lo amo-
-ok,
ciao ciao-
-ciao-
e riattaccò
Heric,
seduto in un angolo con le ginocchia piegate e la testa appoggiata su queste,
alle parole di Sana alzò di scatto la testa
-Allora
Heric, perché mi hai fatto dire queste bugie?- lo guardò ne gli occhi, stava
piangendo
-Stai
piangendo? Non hai mai pianto in vita tua cosa è successo di tanto grave?-
-Devo
partire per New York e abbandonare Sana-
-Oh
mio Dio-
-Posso
dormire qui allora?-
-Certo-
Sana
era sorpresa che fosse andato da Terence senza avvertirla che non poteva uscire
con lei
-Terence
mi è sembrato tanto strano-
-Va
bè si sarà dimenticato, gli chiederò spiegazioni domani a scuola-
-cosa
pensi di fare Heric?-
-Credo
che la cosa migliore sia lasciarla-
-No,
assolutamente no, ne morirebbe se credesse che tu non la ami più-
-Si
hai ragione, ma sono talmente confuso…-
-Il
mio consiglio è che devi dirle tutto e vivere fino alla fine gli ultimi momenti
insieme a lei, a quando la partenza?-
-Dopodomani-
rispose Heric
-cosa
vuoi fare ora?-
-Vado
a dormire, così non ci penserò più-
-ok,
buona notte-
Terence
uscì dalla camera degli ospiti e si avviò verso la propria
La
mattina arrivò presto, ma questa volta Sana non era in ritardo, anzi
-E’
stato lo strano comportamento di Heric a farmi svegliare così presto ne sono
sicura, perché, PERCHE’??- urlò, ributtandosi nel letto
-so
che potrebbe essersi solo dimenticato ma… in questi giorni mi ha riempito di
mille attenzioni… potrebbe essersi stancato di me… no ma che dico, devo
fidarmi di lui, perché mi ama-
Voltò
la testa verso la sveglia, parlando e pensando tra sé, il tempo era volato, ed
ora si trovava nuovamente in ritardo,
-Oddio,
non è possibile, sono in ritardo!!!-
Si
vestì velocemente, si mise una merendina tra i denti e, una volta visto Robby,
lo prese per un braccio e lo trascinò fino alla macchina, che li aspettava in
garage
-Perché
sei così silenziosa questa mattina?- le chiese dopo qualche minuto
-Non
lo so, non ho voglia di parlare, perdonami-
-Ok,
come vuoi tu-
per
tutto il resto del tragitto nessuno disse una parola
-Ciao
Robby, ci vediamo dopo- disse Sana scendendo dalla macchina
-ciao
Rossana-
Corse
più veloce del vento ed entrò in classe, erano gia tutti seduti e il prof.
Stava spiegando
Sana
entrò a testa bassa
-mi
dispiace professore-
-Ah
Kurata, non cambierai mai comunque ormai ci siamo abituati-
Nell’avvicinarsi
al banco i suoi occhi si incrociarono con quelli si Heric, lui però li distolse
subito
-Perché,
Perché?- pensò mentalmente Sana
poco
dopo, sana compose un bigliettino: “cosa
c’è, che ti ho fatto? Perché sei così strano?”
“niente,
assolutamente niente”
Sana
decise di non insistere oltre, sapeva che se lui non avesse voluto, non le
avrebbe dato risposta
-Ne
parleremo più tardi- disse tra sé
-Ora
non è proprio il momento-
All’uscita
da scuola Sana raggiunse Heric, che era corso fuori con molta velocità e lo
afferrò per un braccio
-Ti
prego- disse –se è successo o ti ho fatto qualcosa devo saperlo-
-No
tu non hai fatto niente- rispose Heric voltando le spalle a Sana
-Allora
perché sei così freddo?-
Lui
non disse nulla
Sana
non riuscì a tenere le lacrime che ormai le rigavano il viso
-Ti…
ti sei forse stancato di me?- riuscì a mala pena a dire
-No,
non dire così Sana ti prego- pensò Heric
Lui
cominciò a camminare, le lacrime stavano per scendergli una seconda volta
-Aspetta
un ultima cosa- urlò Sana tra le lacrime quando ormai erano a parecchi metri di
distanza
-Ti
ho mai detto che ti amo?-
Heric
si voltò di scatto, ogni volta che Sana pronunciava quelle due parole, la sua
vita si fermava, solo quello poteva udire, solo quello era importante per lui
-Anche
io ti amo- disse sorridendo e smettendo di piangere
-La
verità è… non posso dirtela ora, comunque mi dispiace tanto di averti
trattato a quel modo-
Le
si avvicinò e alzandole il viso che ancora piangeva, si strinsero in un tenero
bacio
-Qual
è la verità?- chiese dopo qualche istante Sana
-Vieni
da me e ti dirò tutto…- -mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace- continuava a
ripetere
-Non
ti preoccupare, l’importante è che tu mi ami ancora come prima-
Si
abbracciarono stretto stretto, poi Heric si appoggiò sulle spalle di Sana e
insieme si avviarono verso casa.
Il
sole era tramontato quando, silenziosi entrarono a casa di Heric, nessuno dei
due osava aprire bocca per paura di infrangere quella sottile linea di silenzio,
che si era instaurata tra loro, si sedettero sul divano, Heric, con gli occhi
lucidi, cominciò a svelare, la triste verità, alla ragazza che amava.
-Io-
cominciò a dire – devo partire assieme alla mia famiglia per New York, dove
potrà essere curata la grave malattia di mio padre-
-Devi
partire?- ripeté Sana –e immagino di non poter trattenerti qui-
Heric
abbassò lo sguardo
-Purtroppo
è così-
Heric
pianse, Sana pianse, si sedettero accanto e si abbracciarono
-Immagino
che questo sia un addio- disse Sana
-Credo
di si-
Sana
lo baciò, gli asciugò le lacrime e silenziosamente uscì di casa. Heric si alzò,
e disperato corse verso la sua camera dove si buttò nel letto.
-Ogni
volta, soffro così, forse, forse non siamo fatti per stare insieme- disse –No
ma che dico, che dico- si rimproverò.
Si
appoggiò al muretto, con gli occhi, che ancora piangevano coperti dal braccio.
-Sarà
meglio che torni a casa disse, ormai si sta facendo buio-
Il
tragitto di casa, senza Heric, fu più triste e lungo del solito
-Ciao
Sana!! In questi giorni non sei mai a casa! Che ne dici se demoliamo un po’ di
muri con l’automobilina?- Chiese Mama, appena Sana entrò in casa
-No
mamma mi dispiace, sono stanca vado in camera mia- rispose, cercando di
nascondere la sua malinconia
-Eh?
Come vuoi, comunque sembri come quella volta che ti sei lasciata con Heric-
Sana
corse velocemente in camera sua, se sua madre l’avesse sentita piangere si
sarebbe preoccupata, e lei non voleva.
-Domani
partirai, amore mio, come farò?- pensò buttandosi sul letto
-Quello
di oggi potrebbe essere stato il nostro ultimo incontro, posso, posso lasciarti
andare via così? No-
Si
infilò le scarpe e corse al piano di sotto
-Mamma,
questa notte non dormo a casa-
-E
dove vai?- chiese la mamma incuriosita
-Da
una mia nuova amica che ho conosciuto ieri- mentì Sana
-Ok,
ciao-
-Ciao-
disse e si precipitò fuori, correndo contro la notte per raggiungere Heric il
prima possibile…
Erano
ore che era disteso sul suo letto, a pensare a Sana, non l’avrebbe più
rivista, e doveva farsene una ragione
-Piantala
Heric, e piuttosto alzati in piedi e prepara i bagagli- si disse.
E
così fece, cercando di smetterla di tormentarsi.
Sana
arrivò di fronte alla casa di Heric
-La
porta è aperta- notò con piacere
Entrò
e se la richiuse alle spalle, le luci erano molto fioche, vide un bigliettino
sul tavolo, doveva essere di Nelly, lo lesse:
Heric, non torno a casa questa sera, ho deciso di passare la notte con il mio ragazzo, ho già preparato le mie valigie, ci vediamo domani mattina. Nelly
Lo
ripose sul tavolo e si avviò verso la stanza di Heric, vi entrò, lui le era di
spalle chiaramente intento a preparare i bagagli
-Heric…-
disse
Lui
si voltò di scatto, si capiva che era sorpreso di vederla lì. Sana gli corse
incontro e si buttò tra le sue braccia
-Heric,
se non ti rivedrò più, io… io vorrei…-
-Cosa?-
disse sorridendo dopo tante lacrime
-vorrei
passare la notte con te- disse, sicura come non era da tanto tempo
-Ne
sei sicura?- le chiese, guardandola negli occhi
-Si,
perché ti amo- rispose ferma lei
-Allora…
questa sarà la notte più bella della nostra vita-
-Ne
sono sicura-
Heric
tese la mano, l’attirò a sé e la baciò,
-Oh
Sana- disse poi lui
Lei
aprì le labbra ma non disse nulla, Frementi di desiderio, i loro corpi si
unirono.
Passarono
la notte più bella, ma allo stesso tempo triste di tutta la loro vita, e ogni
tanto qualche lacrima fuggiva dai loro occhi pieni di disperazione.
La
mattina si svegliarono molto presto, insieme, e forse anche i loro cuori
sarebbero stati uniti per sempre.
-Ti
amo- disse lei
-Anch’io
ti amo- rispose
Lei
trasse un profondo sospiro
-Temevo
che ti fossi pentito di ciò che è successo sta notte-
-Mai,
mai, per nulla al mondo- disse
-Ne
sono felicissima-
Si
sorrisero
-Pare-
disse Sana –Che le nostre storie si concludano sempre allo stesso modo-
-Solo
che questa volta cambieremo il finale- la interruppe Heric
-Come?-
Chiese Sana
-Io
non ho intenzione di lasciarti, anzi, promettimi…-
Si
spostò accanto a lei
-Promettimi
che quando tornerò mi sposerai-
Dagli
occhi di Sana uscirono delle lacrime
-Te
lo prometto- disse
Si
baciarono, e, quando si staccarono seppero entrambi che avrebbero mantenuto la
promessa
-Come
farò a stare senza di te per tutto questo tempo?-
-Non
lo so… ma ti prego, scrivimi e telefonami tre volte al giorno minimo-
-Addirittura!-
Scoppiarono
in una breve risata
-Lo
stare qui con te mi tranquillizza, ma ho paura per come mi sentirò domani-
Lui
avvolse le sue braccia attorno a lei
-Non
temere- disse Heric –Il mio pensiero e la mia anima saranno sempre con te, e
se loro ti sentono piangere si arrabbiano, quindi non farlo mai- disse
arruffandole il naso
-Ci
proverò- disse, con lo sguardo assente nei suoi splendidi occhi castani-
La
giornata, passo in fretta, tra le loro coccole, e i loro tristi sospiri, densi
di emozioni permanenti nei loro ricordi, e così arrivò la sera, la partenza di
Heric
-Sbrigati
Heric!- urlò Nelly dalla strada, dopo aver caricato i bagagli e il padre in
macchina
Ma
lui e Sana erano in piedi, di fronte al cancello, silenziosi, si guardavano
negli occhi
-Mi
mancherai un mondo- disse Sana interrompendo il silenzio
-Anche
tu- disse Heric, non riuscendo più a trattenere le lacrime
Si
abbracciarono e si bisbigliarono all’orecchio
-Non
dimenticarmi mai- disse Sana, anch’essa senza riuscire più a trattenere le
lacrime
-Come
potrei- rispose disperato Heric –so che mi resterai fedele-
-Anche
tu, perché quello che ci lega è un legame troppo forte e…-
-Heric!!!!-
urlò la sorella
-Devo
andare- disse Heric distogliendosi dall’abbraccio
Si
allontanò, sfilando lentamente le mani che si erano intrecciate poco prima
-Non
lasciarmi- bisbigliò Sana
Lui
le sorrise, e lei, malgrado le lacrime riuscì a rispondergli con un altro
sorriso
Lo
vide allontanarsi, e in seguito salire in macchina e partire, verso l’altra
parte del mondo, Sana pregò solo che suo padre guarisse in fretta.
Quando
l’auto sparì all’orizzonte, diede uno sguardo, a dove fino a poco prima
aveva abitato Heric e lasciando lì il suo cuore, si avviò verso casa.
Dopo
un paio d’anni, Heric tornò, e nel giorno del 24 dicembre (giorno di metà
compleanno nonché la Vigilia di Natale) si sposarono.
Un
anno dopo Sana diede alla luce una splendida bambina che chiamò Miki. Insomma,
riuscirono a vivere felici e contenti proprio come nelle favole (naturalmente
non senza qualche difficoltà).
Sana
riprese la sua carriera di Attrice, ed Heric divenne uno scrittore di romanzi,
così conclusero la loro vita, felici come il primo giorno, ed innamorati più
che mai.