Estate. Un'afa opprimente aleggia sulla città di Tokio. La scuola sta per finire, gli studenti guardano con desiderio fuori dalle finestre delle calde aule di scuola e i loro occhi si posano sui verdi prati, in cui eccheggia il canto delle cicale. Precisamente in una scuola, questa stanchezza si fa sempre più sentire, la scuola di Sana e compagni. Sono all'ultimo anno e hanno ormai compiuto 15 anni; la nostra Sana si è trovata in classe con tutti i suoi più cari amici: Fuka, Aya, Tsuyoshi e naturalmente Hayama.

Finalmente però, Sana e Hayama sono insieme, cosa avvenuta dopo il ritorno di quest'ultimo dall'America, dove era stato per più di due anni per riabilitare l'uso della mano, paralizzata a causa dello sventato suicidio di Komori. La nostra protagonista trascorre giorni felici con tutti i suoi amici e regna finalmente l'armonia tra tutti. Tsuyoshi e Aya sono più innamorati che mai, Fuka e Takaishi si sono rimessi insieme e la nuova coppia, Sana e Hayama, non sono da meno in quanto amore. Ma sta per succedere un avvenimento inatteso che procurerà alle tre coppie di amici tante avventure.

 

1.Progetti

Tap,tap,tap... dei passi affrettati per il corridoio della scuola. "Ehi ragazzi!!" ansimò trionfante Fuka spalancando la porta della quinta sezione del terzo anno di scuola media "Ho grandi notizie!" ma subito si bloccò, vedendo che nessuno la stava ascoltando: Hayama leggeva un fumetto seduto al suo banco, il terzo nella fila vicino alla finestra, con i piedi appoggiati sopra di esso, Aya e Tsuyoshi stavano tubando in fondo alla classe e Sana, come al solito, non era ancora arrivata. "Ma avete sentito?" prese fiato e urlò "Svegliaaaaaaaaa!!!!!!" nell'orecchio di Hayama, facendolo cadere dalla sedia "Ahiaaa.... Matsui che cavolo ti è preso? Sarà meglio che tu abbia una valida spiegazione!" borbottò alterato il ragazzo, mentre Aya e Tsuyoshi, finalmente, rivolgevano la loro attenzione verso l'amica. "Certo che si! Ho appena sentito mio zio, quello che gestisce il..." ma fù interrotta dal caloroso saluto di Sana, che colse tutti di sorpresa. Hayama sbuffò "Sei arrivata finalmente! Come al solito sei in ritardo, non cambi mai..." disse con un tono affettuoso "Ah ciao Akito!" e andò da lui, dandogli un rapido bacetto sulle labbra. "Allora, di cosa stavate parlando?" "Finalmente ci siamo tutti! Come stavo dicendo prima che Sana mi interrompesse (risatina imbarazzata di Sana), mio zio, quello che gestisce il ristorante di sushi" un luccichio di interesse si accese negli occhi di Hayama "ha recentemente aperto un locale al mare! Solo che deve assentarsi per una settimana e allora ci ha chiesto se potevamo amministrarlo noi, visto che ci ritiene all'altezza dell'incarico. Cosa ne pensate?". Quattro paia di occhi la guardarono esterrefatti dalla notizia e il silenzio fu rotto dalle grida di goia di Sana, che saltava per l'aula, sotto gli sguardi increduli di tutti gli altri compagni, e dalle risatina di assenso di Tsuyoshi e Aya. Hayama come al solito era impassibile ma si poteva benissimo immaginare cosa stava pensando: SUSHI GRATIS per un'intera settimana. Cominciava già ad avere un'espressione vorace sul viso. Infatti disse "Quando si parte?" precedendo Sana che aveva già aperto la bocca. "Eh già, Fuka quest'anno ci sono gli esami, ricordi?" disse leggermente preoccupata Aya con le mani alla bocca "Dobbiamo studiare, è un passo importante!" "Non dovete preoccuparvi, andremo a luglio, quando gli esami sono già finiti da un pezzo, così non avremo preoccupazioni, daccordo?" "Certo!!! Evviva non vedo l'ora!!" gongolò Sana con aria soddisfatta e il suo pensiero volò direttamente alle calde spiaggie dorate, con il mare cristallino e le nuvole all'orizzonte. "Ah, e ricordati di avvertire Takaishi, mi raccomando!" disse Sana all'amica (n.d.r. Takaishi, l'attuale ragazzo di Fuka, vive ancora ad Osaka) "Tranquilla ci ho già pensato!".

Mentre la lezione iniziava e ognuno dei cinque amici prendeva posto, i loro pensieri erano ancora più distanti dall'aula e tutti pensarono "Stiamo arrivando mare!".

 

 

2.Preparativi

Una volta studiato per gli esami e successivamente svolti, i cinque ragazzi andarono a scuola per vedere i risultati e mettersi daccordo sull'ora e la data della partenza.

Sana e Hayama scesero dal motorino di quest'ultimo, raggiungendo il crocchio dei loro amici, già intenti a guardare e confrontare il punteggio ottenuto "Ciao ragazzi!" esclamò Sana raggiante come al solito "Allora come vi è andata?" "A noi bene!" dissero Tsuyoshi e Aya "E a Fuka come al solito, è andata meglio di tutti. Ha ottenuto il punteggio più alto dell'istituto!" Fuka sbuffò soddisfatta "E' chiaro! La classe non è acqua...".  Sana trascinò Hayama, riluttante a vedere cosa aveva preso, verso i tabelloni dei punteggi. Fece scorrere il dito lungo la colonna dei nomi della sua classe e si bloccò. "Oh bhe..." sospirò "Me lo aspettavo! E tu Akito?". Imperturbabile, Hayama scorse la lista "Non mi dispiace..." disse il ragazzo "Lo immaginavo" ridacchiò divertita Sana.

Tornati dai loro amici si avviarono a un bar di Shibuya, quartiere rinomato per essere frequentato da molti giovani. Si sedettero a un tavolino e ordinarono una granita a testa. Il sole picchiava inesorabile sull'ombrellone di tela bianca posto sopra le loro teste. "Allora?" chiese Tsuyoshi sorseggiando la sua granita "Come rimaniamo daccordo? Devo dire a mia mamma la data di partenza e ritorno perchè deve rimediare una baby sitter per mia sorella..." "Ci stavo arrivando" lo interruppe Fuka. Trasse un ultimo sorso dal bicchiere e "La data della partenza è il 12 luglio, alle dieci alla stazione centrale di Tokio, puntuali mi raccomando" disse rivolgendo un'occhiata eloquente a Sana, che distolse lo sguardo "E si torna la mattina del 19. Naturalmente ci troviamo tutti alla stazione e Takaishi ci raggiungerà lì! Domande?" "Solo una cosa" intervenne Hayama "Dove alloggiamo? Abbiamo un albergo, una pensione o cosa?" "Ci sono delle camere sopra il locale. I maschi in una e le femmine staranno nell'altra" uno sbuffo contrariato di Hayama accompagnato da vigorosi cenni di assenso di Sana 'Non dimentichiamo le abitudini di Akito, dopotutto...' pensò la ragazza.

Dopo essersi accordati si salutarono, con la promessa di rivedersi il giorno seguente, la data della partenza. Sana e Hayama andarono verso casa. Tutti e due erano immersi in pensieri di beatitudine, valutando le numerose cose da fare una volta arrivati al mare. "Eccoci Sana" disse Hayama interrompendo i suoi pensieri "Scendi". Aiutò la ragazza a scendere dal veicolo "Grazie Akito! Ci vediamo domani, sei contento di partire?" "Umh... così e così" disse il ragazzo "Mi fa piacere! Pure io sono molto felice" rise Sana. Hayama la baciò teneramente e si congedarono.

Andarono tutti a letto, infilandosi sotto le fresche coperte profumate di bucato, e chiudendo gli occhi, lasciandosi andare alle fantasie notturne. Ma i loro cuori erano frementi di impazienza per il giorno dopo e fecero fatica ad addormentarsi.

 

 

3.Partenza!

Stranamente Sana si svegliò presto. Alle otto era già in bagno sotto la doccia; l'acqua tiepida la rilassava e toglieva i residui di sonno notturno. Prese un asciugamano pulito e se lo avvolse attorno al corpo, dirigendosi in camera sua. A confronto dell'aria calda del bagno, la stanza era piacevolmente fresca. Si sdraiò sul letto aspettando che mammina si svegliasse per scendere a colazione. Una brusca frenata la avvisò che sua madre era scesa in cucina con la sua macchinina e così incominciò a vestirsi. Era talmente contenta che non riusciva neanche a immaginare una situazione migliore: andava al mare, anche se lavorava era solo per poche ore al giorno, ed era con i suoi amici, cosa desiderare di meglio?

Scese di corsa le scale "Ciaooooo mammina!!!!!" urlò entrando in cucina e assordando Rei "Ciao cara! Sei contenta di partire?" chiese mamma Misako alla figlia, che si era già seduta a mangiare voracemente il latte con i cereali. Sana ingoiò un boccone particolarmente grosso "Certo! Oh... a proposito che ore sono?" disse sospettosa finendo i cereali nella tazza "Sono quasi le nove e mezzo" disse mammina scrutando l'orologio al polso "Bhe allora è meglio che vada" e detto ciò salì a prendere i bagagli. Salutò con un bacio la mamma e Rei e si avviò verso casa di Hayama; l'accordo era che sarebbe passata lei a prenderlo, visto che la casa del ragazzo era più vicina alla stazione.

Nel frattempo anche in casa di Hayama fervevano i preparativi. Natsumi, sua sorella, sbraitava alla porta della sua camera, battendo i pugni rabbiosa "Akito!! Insomma sveglia, non dovevi partire per il mare? Sana ti passa a prendere tra esattamente mezz'ora! E tu devi ancora riguardare le tue valigie!" "E va bene ho capito!" esclamò rabbiosamente Hayama tirando un cuscino in testa a sua sorella una volta aperta la porta. Sbadigliando, si avviò mezzo addormentato verso il bagno. Fece una doccia veloce e fredda, visto che sua sorella si era dimenticata di accendere lo scaldabagno, e borbottando mezzo arrabbiato, con un asciugamano legato in vita, andò in camera per vestirsi. "Natsumiiiiiii!!" urlò rivolto verso il salotto "Dov'è la mia maglietta?" "E che ne sò!" fù la risposta anche quella urlata "Se non lo sai tu!". Grazie mille e mo' cosa mi metto, pensò contrariato il ragazzo. Alla fine ne trovò un'altra e se la infilò in tutta fretta, appena in tempo visto che Sana suonò il campanello in quello stesso momento. Controllò rapidamente i bagagli, salutò suo papà e sua sorella e raggiunse Sana, che lo attendeva fuori dal cancello. "Pronto?" gli chiese quest'ultima "No non ancora..." e detto questo si avvicinò a lei e la baciò sulle labbra "Ecco, ora possiamo andare". Si avviarono lungo la strada, trascinando le valigie sull'asfalto assolato.

Arrivarono alla stazione verso le dieci meno dieci e già trovarono tutti i loro amici, Takaishi compreso. "Finalmente siete arrivati!" esclamò Fuka "Stavamo già per andare sul treno" "Ah, quindi avete già fatto i biglietti?" chiese Sana "Quanto vi devo?" "Sono tremila yen" rispose subito Fuka "A testa" Tsk... la solita spilorcia, sbuffò Hayama, mentre sborsava la somma (n.d.r.Chi conosce la valuta yen mi deve perdonare ma l'ho fatto puramente a caso, non conoscendola...). I sei amici si avviarono verso il binario dove era in attesa il treno che li avrebbe portati al mare; le tre ragazze già confabulavano fitto fitto e i ragazzi parlavano tra loro. Hayama partecipava, come suo solito, poco alla conversazione, e guardava fisso verso il treno. Fù il primo a salire e a trovare una carrozza vuota dove sedersi, dopo aver sistemato i bagagli. Si sedette di fianco al finestrino ad ascoltare Tsuyoshi e Takaishi che parlavano, chiudendo pigramente gli occhi, cullato dallo sferragliare del treno appena partito, verso una nuova avventura.

 

 

4.Voglia di mare

Una brusca frenata e il nome di una stazione urlata dal controllore avvertì i ragazzi del loro arrivo alla località marittima. Con eccitazione scesero dal treno, scaricando i bagagli e avviandosi in strada. "Ahhhhh... che bello!" esclamò Sana inspirando l'aria pulita della cittadina. C'era una lunga stradina tortuosa che scendeva verso una spiaggia dalla sabbia candida e i versi dei gabbiani risuonavano nel porto, affollato di navi mercantili e passeggere. "Dunque..." borbottò dubbiosa Fuka guardando una cartina "Mi sembra che il locale di mio zio sia vicino alla spiaggia ma... Se guardo qui mi dice tutt'altra cosa!" "Guarda che la stai tenendo al rovescio..." disse in tono divertito Takaishi e gliela girò dalle mani "Oh si adesso è chiara!" s'illuminò Fuka "Per di qua" disse indicando la stradina prima citata. La comitiva si incamminò per il sentiero, guardando con interesse i negozietti ai lati e la gente che camminava con aria rilassata, così diversa dalla caotica Tokio. Arrivarono al locale dopo circa un quarto d'ora di cammino, trovando lo zio di Fuka sulla porta che li attendeva, con in mano le valigie "Finalmente siete arrivati! Io devo partire subito quindi Fuka, a te le chiavi!" consegnò una piccola e lucente chiave nella mano della nipote e li salutò, correndo frettolosamente verso la stazione.

I ragazzi salirono nelle camere sopra, trovando tre letti in ciascuna. Sana corse subito a quello vicino alla finestra e ci si buttò sopra "Questo è mio!" disse alle sue amiche. Ma tanto anche loro si erano già accomodate: Aya si era seduta su quello di mezzo, sotto un quadro di un mare in tempesta, e Fuka era accanto al letto che si trovava vicino al muro, rimirando soddisfatta la chiave lucente. In camera dei ragazzi si era tenuta una leggera discussione sulla spartizione dei letti: c'erano solo due letti e un divano-letto, scomodissimo, e nessuno dei tre voleva cedere "Io su quella trappola non ci dormo, scordatevelo!" disse risoluto Hayama incrociando le braccia "Neanche io!" ribadì Takaishi. Tsuyoshi sospirò rassegnato e lo prese lui, dando ad Akito quello vicino al comodino e Takaishi scelse quello nell'angolo della stanza.

Dopo essersi sistemati scesero tutti nel locale, per decidere il dafarsi "Allora, dobbiamo assegnare i compiti. Chi si occupa della cucina?" "Io" disse timidamente Aya "E io ti aiuterò, cara!" intervenne Tsuyoshi. "Io preferirei servire ai tavoli..." disse Sana "Akito mi aiuti?" chiese poi al ragazzo "Ok..." "...E quindi resta la cassa, Takaishi, e l'amministrazione, di cui mi occuperò io personalmente!" concluse Fuka soddisfatta. "Adesso, siccome apriamo domani, vi va di fare un giretto in spiaggia?" chiese Fuka "Certo!" esultò Sana, correndo immediatamente a cambiarsi.

Le ragazze indossarono il costume e presero gli asciugamani, raggiungendo i ragazzi al piano di sotto, già pronti.

La spiaggia era a due passi dal locale; bastò scendere per un sentierino sterrato, a picco sulla scogliera, e arrivarono subito alla baia. Era un piccolo paradiso: il mare si infrangeva sulla candida sabbia della riva, una leggera brezza scompigliava loro i capelli e grossi nuvoloni bianchi si affollavano all'orizzonte (n.d.r.In Giappone, anche se il cielo è sereno, sono sempre presenti questi nuvoloni all'orizzonte). Respirarono tutti l'aria colma di salsedine e sistemarono i loro asciugamani. Aya e Tsuyoshi subito si allontanarono, alla ricerca di un luogo più appartato, verso gli scogli, mentre Sana, Hayama, Fuka e Takaishi decisero di andare a fare una passeggiata sul bagnasciuga. L'acqua fresca lambiva le loro gambe, mentre si avviavano verso una baia più in la. Dei ragazzi notarono subito Sana "Guarda è Sanachan!" sussurravano emozionati "Ehi Sanachan, vuoi venire a fare un giro con noi?". Sana era imbarazzata da queste parole e Hayama, un pò accigliato, circondò con braccio la vita di Sana, attirandola a se, con fare possessivo, e scoccò uno sguardo selvatico ai ragazzi, che subito si allontanarono con la coda tra le gambe. Sana arrossì compiaciuta.

I sei amici, dopo aver raggiunto ai loro asciugamani Tsuyoshi e Aya, ammirarono il sole scomparire nel mare, come un'arancia infuocata, tingendo il cielo di lilla, rosso e blu, riflettendosi nei loro occhi. Quando la prima stella si affacciò sopra le nuvole nel cielo ormai notturno, si avviarono tutti verso il locale, lasciando dietro di loro solo il rumore dello sciacquio delle onde, che lambivano delicatamente la riva.

Arrivati nelle loro camere, stabilirono i turni per fare le doccia: prima la faceva Hayama, poi Sana, dopo Fuka, Takaishi, Aya e Tsuyoshi. Akito si fiondò immediatamente sotto l'acqua tiepida, lasciando che gli scorresse sul viso, chiudendo beato gli occhi. "Akito hai finito? Muoviti dai..." si lamentò Sana alla porta del bagno. Hayama si legò un asciugamano in vita, preso dal cesto di vimini che c'era in bagno, e uscendo si asciugò i capelli. Sana lo vide uscire dalla doccia, profumava di fresco e di pulito; notò i suoi muscoli, appena accennati, e i suoi capelli, di un castano dorato, ancora umidi, con la frangia sui suoi scuri occhi bruni. In quei momenti le veniva da pensare a quanto fosse bello^___^.

Una volta fatta tutti la doccia, scesero in cucina a valutare la situazione provviste "Qui c'è solo qualche filetto di pesce crudo..." disse Fuka scrutando nel frigo totalmente vuoto "...e due confezioni di alghe essiccate! Ragazzi, chi ha il numero di una pizzeria qua vicino?" chiese senza speranza la ragazza. Silenzio, rotto solo dai gorgoglii degli stomaci di tutti. "Io ho fameeeee!!!" si lamentò Sana "Non possiamo andare a vedere fuori? Magari troviamo un locale carino..." "Buona idea!" intervennero Aya e Tsuyoshi. Hayama aveva gli occhi persi, vedendo il suo sogno di un bel piatto di sushi fresco svanire in un attimo.

Uscirono nelle stradine tranquille, rinfrescate da una piacevole brezza estiva. Trovarono sulla strada una pizzeria italiana. Entrarono e ordinarono subito; finalmente si confortarono, vedendo arrivare la pizza, che emanava un profumo delizioso. "Ora che ci penso, Fuka!" disse Takaishi a bocca piena "Come facciamo domani se non abbiamo gli ingredienti per preparare il sushi?" "Calma, calma..." rispose la ragazza mentre tagliava un'altra fetta di pizza "Andremo domani mattina presto a fare la spesa!".

Pagarono il conto e si avviarono verso il locale, impazienti di abbandonarsi ai sogni, stanchi ma soddisfatti della prima giornata trascorsa al mare.

 

5.Lavoro, che fatica!

Tutti gli alloggianti delle camere si svegliarono alle otto, alcuni con più fatica di altri, ma alle nove in punto si erano già divisi gli incarichi da fare, necessari per aprire il locale: Sana e Fuka dovevano andare a fare la spesa, Hayama e Takaishi pulivano i tavoli e facevano pubblicità e Tsuyoshi e Aya riordinavano la cucina. "Allora ci vediamo più tardi!" salutarono le ragazze "Prendiamo alcune cose e torniamo" e detto ciò si avviarono al mercato. Le bancarelle erano allegre e colorate, pervase dalle chiacchere e dalle risate dei commercianti e compratori. "Dobbiamo comprare..." lesse Fuka scorrendo la lista della spesa "Pesce, riso, cetrioli, uova di salmone..." Sana sbarrò gli occhi dalla quantità di cose scritte sulla lista "Ma Fuka! Non ce la faremo mai a trasportare tutte quelle cose per la strada in salita! Ci vorrebbe un camion..." esclamò rassegnata la ragazza "Non ti preoccupare, ce la faremo eccome!" disse Fuka con il pugno chiuso e una faccina decisa. Acquistati tutti gli ingredienti, fecero ritorno a fatica al locale, sbattendo sul tavolo della cucina le quattro pesanti borse "Ecco qua! Al lavoro Aya, i clienti dovrebbero arrivare verso le due!" esortò Sana, mentre spariva in sala. "Salgo un attimo in camera!" avvisò Sana, mentre Fuka spiegava a Takaishi il funzionamento della cassa.

Si buttò sul letto, guardando il cielo attraverso la finestra, azzurro che sembrava di seta. La sua visione fù oscurata dalla faccia di Akito "Che stai facendo?" gli chiese il ragazzo, sdraiandosi accanto a lei. "Sai, stavo pensando..." disse Sana, accoccolandosi vicino a lui e appoggiando la testa sul suo petto "Quanti anni sono passati, dalla prima volta che ti ho visto! Eri una vera e propria peste!" "Beh, le persone cambiano..." disse abbracciandola. Stettero così per cinque minuti, chiudendo gli occhi per la troppa luce che entrava dalla finestra. "Dai, dobbiamo andare di sotto, a mettere il grembiule..." e ridacchiò, immaginando Akito vestito così "Aspetta!" disse Hayama bloccando Sana per un braccio. La tirò a se e la baciò dolcemente. Ogni bacio del ragazzo procurava in Sana un dolce brivido lungo la schiena.

Scesero le scale, già vestiti per servire ai tavoli, con grande disappunto di Hayama sulla divisa, lui non metteva mai la cravatta, neanche a scuola, e trovarono Fuka che accoglieva i primi clienti. In breve tempo, il locale si riempì da scoppiare e i cuochi, i camerieri, il cassiere e l'amministratrice dovettero correre da una parte all'altra del locale. Hayama aveva anche fatto perdere un cliente; si era arrabbiato perchè questo continuava a chiedere qualcosa e lui, spazientito, gli aveva fatto un chop dritto sul mento. Tsuyoshi era intervenuto subito, sedando la rissa che si stava per scatenare. In compenso Hayama era molto popolare tra le clienti femminili, che gli facevano le ordinazioni miagolando; al contrario, erano molto gelose di Sana, a cui Akito, anche se in servizio, dedicava molte attenzioni. A parte questo arrivarono alla fine della giornata, verso le dieci circa, con la cassa rovente a furia di battere i tasti, e i camerieri schizzati, soprattutto Sana, che continuava a parlare tra se di ordini da consegnare al tavolo dodici, il più affollato della giornata. "Bene, direi che questa prima giornata è andata bene!" esclamò Fuka "Ora facciamoci una doccia e prepariamo qualcosa da mangiare". Sushi! Pensò subito Akito, salendo lentamente le scale e dirigendosi in camera dei ragazzi. Questa volta la doccia fu fatta prima dalle ragazze, che poi scesero subito a cucinare.

Si sedettero tutti al tavolo, incominciando a servirsi: Hayama fece una piccola montagnetta di sushi sul suo piatto, incominciando a gustarlo lentamente. "Direi che questa prima giornata è andata bene, non trovate?" chiese Aya, prendendo le bacchette e incominciando a mangiare "Fuka, domani a che ora apriamo?" "Ma io direi non prima della due!" intervenne Sana, che si era in parte ripresa dalla stanchezza "Si, concordo!" affermò Fuka "Già oggi avete fatto fatica a tenere il ritmo..." e sospirò, notando Takaishi, con le dita fasciate, Aya e Tsuyoshi, che avevano le occhiaie, Hayama, che stava ancora torturandosi il collo rosso e segnato, costretto dalla cravatta, e Sana, che aveva ancora tracce dell'espressione vuota causata dalle troppe ordinazioni.

Finito di mangiare, sparecchiarono e andarono di sopra, le ragazze in camera loro e ragazzi idem. "Hai visto però, Hayama!" chiamò Takaishi mentre si spogliava "Le ragazze ti fanno la corte! Hai un grande successo!" disse dandogli una gomitata. Akito non rispose, ma si bloccò con la maglietta di traverso a persare a come guardavano Sana, con cattiveria. 'Devo fare attenzione a lei...' pensò, mentre si infilava a letto.

Nella camera delle ragazze, erano già tutte in camicia da notte, sdraiate sui letti, scoperte, con la finestra aperta per far entrare il fresco della sera. Fuka stava leggendo un libro alla luce del comodino, Aya guardava un messaggio sul cellulare e Sana si stava lamentando per le zanzare "Che fastidio, questi maledetti insetti!!" si lamentò mentre cercava di acchiapparne una "Ti ronzano sempre intorno!" "Già, come fanno le ragazze con Akito?" intervenne Fuka senza alzare gli occhi dal suo libro. Aya inviò il messaggio "Si! Hai ragione, non hai visto, Sana?". La ragazza stette un po' a pensarci sopra: effettivamente aveva notato gli sguardi che le ragazze rivolgevano ad Hayama e quelli di rabbia verso di lei, ma non ci aveva fatto caso più di tanto. "Eccììì!!" starnutì e tirò su col naso. Sana si perse in questi pensieri, volgendo lo sguardo verso la luna, affacciatasi da poco tra le nuvole.

 

 

6.Una brutta malattia

Il giorno seguente Sana fece molta fatica ad alzarsi. A colazione aveva sonno e non riusciva a tenere gli occhi aperti. "Ti senti bene Sana?" disse la voce preoccupata di Fuka, rimbombando nella testa della ragazza "Sei pallida e, cosa insolita, stai zitta zitta...". Sana non riuscì a rispondere: perse i sensi e cadde dalla sedia, afflosciandosi sul pavimento. Hayama immediatamente la prese in braccio e la portò su per le scale nella camera delle ragazze. La sdraiò sul letto e chiese ad Aya di portare un termometro "39.7?!" esclamò poi Aya, finito di misurare la febbre "Santo cielo, ha la febbre alta!". Sana aprì leggermente gli occhi, intravedendo delle sagome sfuocate chine su di lei "Akito, che succede..." sussurrò vedendo il ragazzo seduto accanto a lei. Quest'ultimo le mise un dito sulle labbra, facendola tacere "Hai la febbre alta, devi stare a riposo, mi occuperò io di servire ai tavoli." disse dolcemente, baciandola in fronte. "Sana tu resta a riposo!" raccomandò Fuka, esortando tutti ad uscire dalla stanza "Ci occuperemo noi del locale" "Ma..." ma la ragazza non fece in tempo a finire la frase e si ritrovò sola con la sua tristezza. Era malata e si era guastata le vacanze. Si tirò su a fatica e guardò sconsolata fuori dalla finestra: il mare era incantevole e pareva chiamarla. Sana si lasciò sfuggire un singhiozzo, affondando la testa nel cuscino, un pianto silenzioso con se stessa.

Nel frattempo, i ragazzi sotto si stavano dando da fare per rimpiazzare al meglio Sana "Allora, Akito ce la farai a fare tutto da solo?" chiese dubbiosa Fuka "Non lo so, ma di sicuro non metto più la cravatta!" disse deciso Hayama, guardando con riluttanza la divisa appesa in cucina "Mi ha già martoriato il collo, ieri..." "Ok! Ma mi riferivo, senza Sana! Come farai a servire tutti?". Il ragazzo non rispose, ma i suoi occhi impenetrabili, per una volta, svelarono tutto: di sicuro ci avrebbe provato.

Il locale venne aperto, come al solito, alle due e una piccola folla stazionava davanti alla porta, in attesa di entrare. Dalla sua camera, Sana fu svegliata dalle voci dei clienti, ansiosi di assaporare il sushi cucinato da Aya e Tsuyoshi, diventati maestri in questa cucina.

Hayama era ancora più spossato di ieri, girando come una trottola da un tavolo all'altro, ricevendo però cospique mance dal suo pubblico femminile. Verso le cinque, quando tutti o quasi erano tornati in spiaggia, a godersi il sole della sera, Akito salì in camera di Sana, portando un vassoio con il pranzo cucinato da Aya in persona; gli altri erano andati in spiaggia per fare una pausa. Toc,toc! "Sana?" chiese bussando alla porta "Posso entrare?" e spinse la porta, non ottenendo nessuna risposta.

La vide dormire a pancia in sù, le mani semichiuse rivolte indietro, sulle lenzuola, scoperta e nella luce del tiepido sole ormai morente. Il suo petto si abbassava e alzava lentamente, con ritmo calmo e beato. I lunghi capelli castani erano sul cuscino e il viso era rivolto verso la porta d'ingresso.

Hayama, malgrado l'avesse vista addormentata altre volte, si rese conto di quanto era innocente e bella, come una bambina. Si sedette sul letto di fianco a lei, sfiorandole leggermente la guancia arrossata dal calore della febbre. A questo leggero tocco, Sana si destò, aprendo lentamente gli occhi "Umh...." mugolò a bocca chiusa "Ciao Akito. Che ore sono?" domandò, ancora assonnata, stiracchiandosi. "Sono le cinque e mezza e gli altri sono andati alla spiaggia per fare una pausa" puntualizzò il ragazzo "Aya ti ha preparato il pranzo!" disse spingendo verso di lei il vassoio. Sana guardò Hayama chiedendogli "Come mai non sei andato anche tu? Non sei obbligato a badare a me..." disse con una vocina triste. "Come potevo lasciarti sola?" ribattè il ragazzo con uno dei suoi rari sorrisi. Sana si sentì morire dentro "Grazie" sussurrò piena di affetto verso il ragazzo. Delle voci in cucina li avvertirono che gli altri erano tornati; salirono di sopra per fare la doccia e trovarono i due ragazzi in camera "Cosa state facendo?" ghignò Fuka appoggiandosi alla porta. Gli altri la raggiunsero e scoppiarono a ridere, subito seguiti da Sana e da un impercettibile sorriso di Hayama. E' proprio vero: gli amici sono la migliore medicina che esista!

 

 

7.Rapito!

"Ma posso alzarmi, dico davvero, sto bene!" strepitò Sana, trattenuta a letto da Hayama "Aya ha detto che la febbre ti è scesa, ma 37.6 non mi sembra un buon motivo per alzarsi..." ribattè ancora una volta, in tono leggermente spazientito il ragazzo. Sana borbottò qualcosa di molto simile a 'Non sei mica mia madre...' ma Akito fece finta di niente. Fuka entrò, accompagnata da Takaishi "Allora? Come sta?" chiese con leggera apprensione "Aya mi ha detto che la febbre è scesa!" e Hayama spiegò come la pensava lui sulla faccenda e Takaishi assentì con vigore "Si sono dello stesso parere! Fuka, ti accompagno io a fare la spesa" e così facendo salutarono Sana e Akito e chiusero dalla porta. Sana teneva il broncio al ragazzo, rifiutandosi di guardarlo negli occhi, ma quando lui la guardò, con quegli occhi meravigliosi che paralizzano, non potè fare a meno di rivorgergli l'attenzione "Sana, adesso vado giù in cucina ad aiutare Tsuyoshi, Aya sta pulendo i tavoli. Se hai bisogno di qualcosa..." e detto questo le prese il viso e la baciò con delicatezza. Una volta chiusa la porta, Sana si costrinse a pensare a come non poteva fare a meno dei baci di Hayama, così dolci e intensi, erano come il carburante per lei.

Verso le tre, l'attività era fiorente: Akito correva da un tavolo all'altro, portando ordini in cucina e piatti ai tavoli "Ehi, Tsuyoshi, fammi tre 'kappa mak' (n.d.r.Tipo particolare di sushi ripieno con cetrioli) per il tavolo sette" disse il ragazzo, posando un foglietto sul bancone "Io esco per prendere una boccata d'aria, Fuka sostituiscimi un attimo" ed uscì dalla porta sul retro. Il sole era forte a quell'ora, quindi si avviò al viale alberato dietro il locale. Si sedette su una panchina, ammirando il sole far capolino tra le fronde degli alberi. All'improvviso vide delle ombre dietro di sè, si voltò e notò cinque ragazzi che lo scrutavano con sguardo torvo "Sei tu Hayama? Quello che lavora nel locale di sushi?" chiese brusco quello che sembrava il capo. Hayama lo guardò impassibile ma non rispose: chiese solamente "Tu chi sei?" "Non ti riguarda, comunque mi chiamo Okamura". Quello era chiaramente un teppista: aveva tre orecchini all'orecchio sinistro e un collare borchiato. Anche i suoi scagnozzi non avevano l'aria rassicurante: catene e tatuaggi dappertutto. Hayama valutò attentamente la situazione: qui poteva succedere un guaio, ma lui non voleva rimanere coinvolto in una rissa, anche se era forte erano comunque cinque contro uno! La voce di Okamura interruppe i suoi pensieri "Tu adesso vieni con noi in un posto..." disse tirando fuori un coltello "...se non vuoi che ti succeda qualcosa di brutto!" Hayama scrutò impassibile il coltello: facevano sul serio, meglio non scherzarci sopra. Uno scagnozzo gli puntò il coltello nella schiena, intimandogli di camminare e non fiatare. Hayama acconsentì, stranamente docile, non avendo però niente in mente per cavarsi da quell'impiccio.

"E' molto strano..." disse dubbiosa Fuka guardando l'orologio "Come mai Hayama non è ancora tornato?" "Forse si è fermato da qualche parte, non ti preoccupare!" la tranquillizzò Aya, finendo un piatto di sushi e dandoglielo in mano da portare al tavolo. Fuka uscì dalla cucina pensierosa: dove poteva essere?

Hayama venne portato in un capannone abbandonato, qualche isolato dopo il locale, molto vicino alla spiaggia. Venne legato per i polsi e fatto sedere. "Dunque..." cominciò Okamura "La mia ragazza mi ha detto che ha conosciuto un bel ragazzo che lavora in quel locale di sushi e mi vuole lasciare! Ti rendi conto che ti trovo particolarmente fastidioso?" disse in tono calmo, piantandosi davanti ai suoi occhi "Cosa ne pensi? Cosa pensi di fare per evitare che ti faccia male?" gli chiese poi chiudendo minacciosamente il pugno. Hayama, con grande sorpresa di tutti, ruppe in uno sbuffo di scherno a testa bassa, alzando poi lo sguardo selvatico di un tempo con un ghigno stampato sulla faccia "Non è colpa mia se uno stupido bamboccio come te non riesce a tenersi stretta neanche la sua ragazza..." poi cambiò subito e quello sguardo cattivo di un tempo, ormai dimenticato, si riimpresse più vivido che mai sul suo volto "E poi non mi interessa della tua ragazza, io ho già la mia, a cui voglio un bene che uno come te non riesce a immaginare, quindi dì pure alla tua di dimenticarmi e di tornare con il perdente che ha lasciato, visto che lui non riesce neanche a dirglielo per conto suo!" concluse lasciando queste parole nel silenzio, un silenzio carico di rabbia. "Pagherai questa insolenza..." disse in tono velenoso Okamura, facendo segno ai suoi scagnozzi di accerchiarlo.

"Adesso comincio veramente ad essere in ansia, guarda che ore sono!" sbottò Fuka, verso le sei, quando i clienti se n'erano andati. Tutti si tolsero il grembiule e corsero su di sopra, raggiungendo Aya che misurava la febbre a Sana "36.8! Bene, direi che ti è passato tutto, tuttavia è meglio che domani stai a riposo Sana" disse Aya. Dei passi affrettati per il corridoio "Sana! Aya!" ansimò sbattendo la porta Fuka, seguita da Takaishi e Tsuyoshi "Akito è scomparso! Non è ancora tornato dalla sua pausa che ha fatto verso le tre! A me sembra eccessivo!". Sana guardò orripilata verso di loro 'Akito...' pensò preoccupata girandosi poi si scatto verso la finestra. Poi il suo viso cambiò espressione, assumendo la sua aria decisa, che aveva quando stava girando la scena della casa in fiamme nel film 'La villa dell'acqua' "Ragazzi..." disse guardandoli impassibile "Io esco a cercarlo!" con un tono che non ammetteva repliche. I quattro amici la guardarono "Veniamo anche noi!" e così uscirono in strada, sotto nuvole cariche di temporale, alla ricerca di Akito.

 

 

8. Un grande salvataggio

Nel capannone, Hayama non se la stava passando affatto bene: Okamura e  i suoi lo avevano accerchiato e non mostravano buone intenzioni; inoltre aveva le mani legate e non poteva alzarsi dalla sedia, quindi era faticoso difendersi da quella posizione "Adesso vedremo chi è lo stupido bamboccio..." sussurrò Okamura, assumendo un ghigno degno di un vampiro. Gli sferrò un pugno in faccia, facendogli uscire sangue dal labbro e scoppiando a ridere con cattiveria "Allora, dove è finita la tua aria spavalda di prima?" chiese alzando il viso del ragazzo che lo scrutò con rabbia. Se solo avesse avuto libere le mani...

"Akitooooooo!!" gridò Sana nelle strade notturne deserte; avevano deciso di dividersi per perlustrare diverse zone della città. A differenza delle altre sere, era abbastanza freddo e un vento forte spazzava i vicoli della cittadina. Era arrivata nella zona del porto, vicino alla spiaggia, dove c'erano solo capannoni industriali e magazzini: il mare era gonfio e parecchio mosso, scuro e minaccioso. Stava per andarsene, quando sentì delle risate provenire da uno dei capannoni: si avvicinò e sbirciò da un buco presente nel portone di acciaio. C'erano dei ragazzi  intorno a una sedia, a cui era legato uno che somigliava molto ad 'Akito...' pensò e urlò di paura nella sua testa: era stato sequestrato da dei ragazzi e aveva anche del sangue che gli colava a filo sul mento: doveva assolutamente intervenire, anche se era solo una ragazza ed era sola; bussò forte al portone, aspettando risposta.

Okamura e i suoi si bloccarono, abbassando i pugni rivolti verso Hayama "Chi è?" urlò il capo verso la porta. Sana, presa alla sprovvista, disse con voce decisa "Consegna pizza!". Una grossa gocciolona si materializzò sulle teste di tutti, Sana compresa 'Ma come mi è venuto in mente...'. Okamura si insospettì "Non abbiamo ordinato nessuna pizza ma vieni avanti, chiunque tu sia!". Sana pensò velocemente ma non le venne in mente niente e decise di entrare, per Akito questo e altro. Spinse il portone di acciaio arrugginito e vide che l'angusto capannone era illuminato da una torcia tenuta in mano da un tipo non proprio raccomandabile. Sulla sedia era seduto, col sangue sulla bocca e altri segni sulla faccia, Hayama, che la guardava con uno sguardo stranissimo, quasi dicendole di andarsene.

"Bene, bene... Guarda che bocconcino abbiamo qui!" ridacchiò, seguito dai suoi compari, Okamura "Ma dov'è la pizza?" "Ehm...." Sana frugò disperatamente nella sua testa alla ricerca di una scusa ma     la sua testa era in sciopero. Mentre era intenta a pensare, Okamura s'illuminò "Ma tu non sei Sanachan? Vuoi dire che sei la ragazza di questo..." e non si trattenne, scoppiando a ridere sguaiatamente, subito seguito dai suoi scagnozzi, che sghignazzavano con aria ebete "Come ha fatto uno come te a trovare una celebrità per ragazza?" poi si rabbuiò "Bhe, non mi importa se sei Sanachan o George Clooney, sei comunque un'intrusa, ma non ti preoccupare..." sussurrò poi con voce cattiva "Mi occupero io di te..." "Io non credo!" disse una voce proveniente dalla porta. Takaishi spalancò la porta, seguito da Tsuyoshi e le ragazze. Il suo profilo si stagliava nitido sul lampo che aveva appena illuminato il cielo notturno (n.d.r.Uauuu.... Forse ho un po' esagerato ^___^) e sorrideva sicuro di se.

"Takaishi! Ragazzi!" gridò Sana sollevata "Cosa ci fate qua? Come avete fatto a trovarci?" "Bhe, ci siamo ritrovati tutti e abbiamo deciso di andare verso la zona industriale, quando abbiamo sentito delle voci e ci siamo fermati ad ascoltare, per fortuna!" spiegò rapido il ragazzo. "Ehi, qualcuno si ricorderebbe di me?" si lamentò Hayama dalla sedia a cui era legato. Sana subito corse a slegarlo, aiutando a rialzarsi e lo abbracciò contenta. Lui ricambiò soddisfatto; poi, si rabbuiò, e una rabbia mai vista prima comparve sul suo volto "Io mi occupo di Okamura, voi pensate agli altri..." disse ai suoi amici.

Da lì in poi, gli avvenimenti si fecero molto confusi: Takaishi si batteva con il vice di Okamura, cercando alla bene e meglio di evitare i suoi pugni; Tsuyoshi ebbe il suo momento di gloria, quando fece lo sgambetto a uno che correva precipitosamente verso di lui con aria tutt'altro che amichevole; Aya era appoggiata al muro, in trappola, e un brutto ceffo avanzava verso di lei con aria famelica, quando la ragazza sentì dietro di se un oggetto duro che prese e sbattè in testa all'aggressore, rivelando la sua natura di...sbarra di ferro..;Sana correva, inseguita da uno che era il doppio di lei: ma era tutto premeditato perchè aveva organizzato un'azione doppia con Fuka. Arrivata vicino a degli scatoloni, vi si nascose dietro, aspettando che arrivasse e, mentre la stava cercando. "Geronimooooo!" urlarono lei e Fuka e si lanciarono dall'alto delle scatole sopra di esso, stando poi con aria soddisfatta a ridacchiare sul corpo del poveretto svenuto.

In corrispendenza a tutte queste azioni, Hayama e Okamura si stavano studiando uno davanti all'altro, difficile a dirsi quale dei due due volti esprimeva più odio "E' giunta la tua ora, mio caro Hayama..." disse Okamura stringendo il pugno "Preparati a trascorrere una notte all'ospedale!". Akito per tutta risposta lo scrutò con superiorità e poi parlò con voce calma e pacata "Tu credi?" e gli tirò un pugno. Un unico pugno, all'altezza dello stomaco, ma potente: come quello che diede a Gomi, quando avevano appena finito di far baccano in classe e lui aveva assunto il comando facendo precipitare ancora la situazione. Okamura si accasciò a terra, boccheggiando e cadde con la faccia, sul pavimento polveroso. Hayama si asciugò il sangue dalla bocca "Così la pianterai..." e si girò per valutare la situazione. Sana e Fuka stavano ballando accanto al corpo di quello che avevano steso, Tsuyoshi stava chiedendo perdono al suo avversario steso a terra, con un gran bernoccolo sulla fronte e i denti rotti, Aya aveva raggiunto le sue amiche e stava indicando il tipo che lei aveva steso e Takaishi era davanti ad Hayama, con il volto segnato, tendendogli la mano "Ben fatto...Akito!" l'ombra di un sorriso attraversò il viso di Hayama, che ricambiò la stretta. "Akitooo!" girdò Sana correndo verso di lui e gettandoglisi al collo "Oh, sono tanto contenta che tu sia salvo!" e detto questo lo baciò intensamente, alzandosi sulla punta dei piedi. Uscirono tutti dal capannone, notando che aveva piovuto ma che era poi tornato il sereno e nel cielo incominciavano ad accendersi migliaia di timide lucine. Si diressero verso il locale, si fecero la doccia e andarono immediatamente a letto, fantasticando e sentendosi degli eroi.

 

 

9.Casa dolce casa

Dopo l'avventura di quella notte, venne la ragazza di Okamura in persona a scusarsi con Hayama "Mi dispiace che ti sia successo questo" disse dispiaciuta, guardando i segni della rissa e il taglio sul labbro di Akito "per colpa del mio ex ragazzo, che infatti ho mollato subito dopo..." concluse seccata subito dopo, come se le desse fastidio ricordarlo. Hayama la guardò con indifferenza "Bhe non importa, visto che alla fine la situazione si è risolta al meglio...". La ragazza guardò Akito "Emh... senti..." disse attorcigliandosi al dito una ciocca di capelli neri "Magari, visto che ora sono libera, potremmo vederci qualche volta, ti va?" miagolò avvicinandosi e prendendo la camicia di Hayama vicino al polso. Il ragazzo sbuffò e allontanò la mano della ragazza "Ascolta, io ho già una ragazza, che amo con tutto me stesso, quindi mi dispiace ma non posso e non voglio". Chiarita la situazione, la ragazza lo salutò e uscì dal locale, dirigendosi verso il porto, amareggiata.

Hayama la guardò andare via, quando si sentì abbracciare da dietro, sentendo il profumo di fresco e vaniglia che solo Sana possedeva "Akito... Ti amo anche io! Come non ho mai fatto con nessuno!" lo girò e lo guardò negli occhi "Ho avuto paura di perderti, ieri sera" disse passandogli una mano tra i capelli. Il ragazzo le prese il viso "Ma tu non mi perderai mai, io sarò sempre al tuo fianco" e la baciò dolcemente, seduta sul tavolo della sala del locale.

Il resto della settimana passò senza altri guai, tranne per Tsuyoshi, che venne pizzicato da un granchio, e per Fuka, che si prese una mega scottatura sulla schiena. Fecero una foto in spiaggia, tutti insieme, sorridendo con alle spalle il tramonto nel mare. Il tempo volò letteralmente e arrivò, con grande dispiacere di tutti, la mattina del 19, data di partenza e ritorno dello zio di Fuka. "Ciao ragazzi!!" esclamò arrivando di sorpresa mentre loro stavano facendo colazione: a Sana andò il latte di traverso. "Ciao zio, ti sei divertito in vacanza?" chiese Fuka, mentre Aya batteva sulla schiena di Sana per non farla soffocare e gli altri ridevano, Hayama compreso. "Si abbastanza... e voi vi siete comportati bene?" "Si certo, non ci sono stati problemi vero?" disse facendo l'occhiolino agli altri. Saltò fuori che avevano guadagnato parecchi soldi, con gran gioia dello zio di Fuka, che strinse in un abbraccio stritolatore tutti i ragazzi. Il pomeriggio dello stesso giorno i bagagli di tutti erano stati accatastati all'ingresso e stavano salutando lo zio di Fuka "Ciao zietto riguardati e l'estate prossima se hai bisogno ancora di noi chiamaci!" disse la ragazza abbracciando suo zio. Poi si congedarono, lasciando il locale e dirigendosi verso la stazione "Bhe, direi che è stata una bella avventura, no?" chiese Hayama, toccandosi il taglio sul labbro e i segni sulla faccia "Si, direi proprio di si!" ribattè Sana, accompagnata dagli assensi degli altri. Aspettarono il loro treno, seduti sui bagagli, all'ombra della pensilina del binario quattro. Salirono sul treno, trovando il loro scomparto. Le ragazze crollarono addormentate e i ragazzi si immersero nei loro discorsi; ma mano a mano che il treno scivolava sui binari verso Tokio, il tempo diventava sempre più brutto: grosse nuvole cariche di pioggia si affollavano neri sopra di loro e alla periferia della città incominciò a piovere, grossi goccioloni presero a cadere sui tetti delle case, del treno e sulla strada, arsa dal sole di pochi giorni prima. "Oh, piove!" esclamò Fuka, che si era appena svegliata e stava guardando fuori dal finestrino. Quando il treno arrivò alla stazione di Tokio, il tempo non poteva essere dei peggiori: diluviava letteralmente. "Accidenti, guarda che tempo..." disse Sana riparandosi la testa con le mani, uscendo dalla stazione. "Vabbè ragazzi noi andiamo, ci avviamo a piedi." dissero Takaishi e gli altri, salutando Sana e Hayama. "Senti Akito, che ne dici? Noi prendiamo l'autobus?" chiese Sana al ragazzo. Quest'ultimo annuì e si avviarono verso la pensilina dell'autobus ma, mentre stavano attraversando la strada, una macchina passò a tutta velocità, schizzandoli da capo a piedi. I due ragazzi, bagnati fradici e arrabbiati come non mai si guardarono scoppiando a ridere. "Eccoci tornati a casa!" ridacchiò Sana, strizzandosi i capelli "Già..." esclamò contrariato Hayama, sgocciolando la sua camicia; poi rivolse il suo sguardo verso la vetrina di un negozio e sorrise, alla vista di loro due completamente bagnati. "Sana..." "Umh?" chiese la ragazza mentre finiva di togliersi l'acqua dalle scarpe "Sei contenta di essere tornata?" "...Certo..." e lo guardò teneramente, notando i suoi capelli dorati umidi di pioggia "Non sono mai stata così felice!". Si avvicinò e lo baciò, alzandosi sulle punte dei piedi, mettendogli le braccia al collo. Lui lo ricambiò, stringendola forte a se. E stettero così per un po', sotto la pioggia che scendeva inesorabile, finalmente a casa.