Capitolo 1: Heric

Era una notte come tutte, con le stelle che illuminavano il cielo e la pallida luna che rischiarava la notte. Il pallore della sua luce filtrava nella sua camera, mentre lui osservava distrattamente fuori. Heric stava abbracciando le sue gambe, con la testa appoggiata al freddo della finestra. Quella debole luce riusciva a rishiarare un poco anche il colore della sua pelle, sembrava quasi un fantasma. Portava la sua solita cannottiera, anche se il freddo dell'inverno stava arrivando.

Aveva acceso lo stereo, con il quale, con il volume basso, ascoltava 'MY HEART WILL GO ON' che con le sue note, stranamente, gli ricordava Sana che era lontana, seppur da pochi giorni, per un nuovo film, insieme a Charles. 'Devono prendere sempre lui per fare i film con Sana?' pensò il ragazzo "Almeno con lei ci sono Tamara e Marilla." Sospirò, appannando il vetro. Mosse la mano e disegnò una semplice caricatura della ragazza, poi il suo sguardo cadde sul tavolo dove giaceva un foglio sul quale era scritta una poesia:

"Anima gemella
per anni tu ho cercata,
e finalmente ti ho trovata,
ma tu eri già qui,
nel mio mondo,
fra i miei amici,
nel mio cuore.
Mi sei stata vicina,
ci sei sempre stata tu.
Quando nel mio cuore
regnavano e danzavano le tenebre,
ci sei stata tu, portando la tua luce,
la luce del tuo cuore,
la luce del tuo amore per me.
Quando soffrivo,
ci sei stata tu,
e ricordo,
ricordo del tuo abbraccio,
del tuo caldo abbraccio pieno d'amore,
anche se così infantile.
E quando piangevo,
ci sei stata tu,
portandomi la speranza,
donandomi la forza,
la forza di continuare la mia missione.
Tu mi amavi,
ma io non mi sono accorta di nulla,
io ti ho fatto soffrire,
ma tu mi sei stata vicina,
anche quando io guardavo lei.
Tu hai sofferto per me,
e mi dispiace.
il mio cuore ti chiede perdono.
E ora mille ricordi,
mille ricordi mi tornano alla mente,
piccoli episodi,
piccoli episodi delle nostre piccole vite.
E solo ora mi rendo conto,
solo ora che tu sei partita,
solo ora dal mio cuore sgorgano due zampillanti parole:

"Ti amo!"
e se anche non ci rivedremeo,
io ti amerò,
come ti ho amato,
e come ti amo.
Ti avrei dato la mia vita,
ti avrei dato il mio cuore,
ma solo ora,
solo ora che sono solo
ho capito che dalla prima volta,
dalla prima volta che ti ho visto,
ero tuo, che mai sarei stato di un'altra,
ma ora sono solo,
con quelle parole nel cuore,
con le lacrime negli occhi,
in questa desolata città."

 

Non aveva idea, non sapeva come mai aveva scritto quelle parole, non sapeva nemmeno come le aveva trovate! Prese in mano il foglio, lesse e rilesse la sua poesia. La strinse al cuore, quasi con le lacrime agli occhi: quanto gli mancava Sana! Si portò una mano alla faccia: "Quando tornerai?" mormorò con lo sguardo verso la pallida luna. Non sapeva, non capiva perchè il suo cuore sussultava ogni volta che Sana partiva per un film insieme a Charles, non lo sapeva, ma lo faceva star male, triste. Di certo, lui non andava bene per l'amica, ma sapeva, in cuor suo, che anche se l'amore di Charles era sincero, l'attore non era affatto la persona giusta per Sana. "Ma cosa mi prende? - si chiese - Non sarò mica geloso?" si disse Heric, che con movimenti lenti s'infilò al letto, mezzo addormentato, ascoltando quella nostalgica canzone d'amore, che lo fece piangere di tristezza.

Capitolo 2: Sana

Sana stava girando l'ennesimo film, molto simile a "La casa nel bosco", insieme alle sue amiche Tamara e Marilla ed a Charles. La cosa che più l'aveva sorpresa era stata la presenza di Brad, che doveva interpretare il fratello di Charles. Era rimasta letteralmente sbalordita, come pure Charles, che non era stato informato sull'identità del collega! "E tu che ci fai qui?" gli chiese subito la ragazza con un tono di voce fra il sorpreso e il preoccupato. "Secondo te? Sono qua per recitare. Il signo Hemilton mi ha mandato qui quando ha saputo delle riprese." rispose ridendo!

"Non ho per niente voglia di fare suo fratello." Disse il ragazzo sottovoce all'amica. "Lo so, ma ormai è passato tanto tempo, forse sarà cambiato." "Ehi Sana! Tu conosci quel Brad? Somiglia molto a quel ragazzo che era al compleanno di Jerald. Come si chiamava? Aspetta... Heric, si mi pare che si chiami così." Chiese Marilla, e fu così che Sana scoprì quanto Brad assomigliasse al suo amico, e non solo fisicamente. Brad aveva i capelli biondi e gli occhi verdi, Heric li aveva castani entrambi, ma le differenze sembravano finire lì, perchè anche l'americano aveva un carattere chiuso come il suo amico, ma la cosa che spaventò era una: il carattere del ragazzo era uguale a quello di Heric, quando lo aveva incontrato all'inizio della scuola. 'Che cosa dovrò fare?' si chiese Sana, mentre sentì il suo cuore battere forte al ricordo di Heric. 'Che cosa mi sta prendendo?' "Allora Sana, lo conosci sì o no quel Brad?" "Eh? Uh, sì certo. Viveva con noi nella villa del signor Hemilton." "E' carino." mormorò timida Tamara "Già." confermò Marilla con un vigoroso cenno della testa. "Bisogna stare attenti a lui. Non si fa scrupoli per ottenere qualcosa." mormorò sottovoce Charles, con lo sguardo cupo verso di lui. Brad se ne accorse, ma non dette peso. Sana, invece, si sentì emozionata quando incontrò quello sguardo. 'Che mi prende? Perchè mi batte forte il cuore?' si domandò, arrossendo. L'attrice s'alzò dal tavolo e se ne andò dalla mensa. Iniziò a fare un giro per il boschetto lì vicino, mentre giocava con il ciondolo della collanina che gli aveva regalo Funny. Non era niente di valore, ma lo teneva per abitudine. Si distese a terra e provò a sorridere ricordando qualche scenetta comica, ma non ci riuscì. Guardò la luna con il sorriso un pò forzato, mentre un pò di tristezza s'impadroniva di lei.

Capitolo 3: Sobbugli

Quella mattina Sana s'alzò tardi, nessuno era venuto a svegliarla. Si vestì in fretta e furia. "Mamma mia! E ora chi lo sente il regista?" si domandava, mentre mangiava di corsa. Uscì come un fulmine dal suo piccolo cottage, raggiunse gli amici e vide che non avevano ancora iniziato a girare, stavano ancora leggendo il copione. Sana lo prese in mano e lesse. Dovevano girare una scena d'amore fra lei e Brad. Sana rimase di sasso, il suo volto era rimasto completamente gelato. "Che ti prende?" disse Marilla, con un sorrisetto malizioso "Marilla!" cercò di richiamarla Tamara, arrosendo un poco. "Ehi, che c'è di male?" "Vieni con me." Disse Charles portandola via. Brad le s'avvicino. "Sei pronta?" le chiese "Sì, sì" rispose fargugliando, le sembrava d'avere davanti Heric e si sentiva emozionatissima 'Ma che mi prende?' si domandò. La ragazzina s'andò a piazzare sotto l'albero per le riprese, che iniziarono.

S'alzò leggermente il vento, mentre Brad s'avvicinava a lei. Aveva addosso un bel vestito bianco, mentre i suoi occhi erano freddi come il ghiaccio. "Sei tu Lawrence (era la parte di Brad)?" "Sì sono io." disse con voce calda, avvicinandosi sempre di più. In quei momenti, per Sana, Brad non era più lui, ma Heric. Il suo sguardo, il tono della sua voce, i suoi gesti, anche i più piccoli erano ancor più simili ad Heric. La ragazza sentiva il suo cuore battere forte, non poteva non emozionarsi davanti a lui. Sentì le mani di lui stringere le proprio e lo guardò sorpresa, come da copione, ma quella era reale, quelle emozioni erano vere e non finte. Le parole che sbocciarono dalla sua bocca era sì quelle del copione, ma erano piene di sentimento, di quell'emozione che provava a vedere Brad. Stava per baciarlo, quando il regista dette lo stop e Sana ritornò di colpo alla realtà. "Bravissimi! Questa scena è la più bella che abbia mai visto! Siete due bravissimi attori!" Brad sorrise ancora e se ne andò, mentre Sana rimase lì, ancora mezza stralunata, che stentava ancora a capire le sue emozioni, il sobbuglio che gli causavano nel cuore.

Capitolo 4: Musica!!!

Heric stava girando in città con Funny, insieme a Terence e ad Alissa. Passeggiavano tranquillamente per il centro della città, quando le ragazze vollero entrare in un negozio di musica. Terence le accompagnò, lasciando solo Heric, che guardava distrattamente le copertine dei vari cd. Il suo sguardo vagava, quando gli cadde sul disco di Sana e delle sue amiche.

Lo prese in mano e lo guardò, scorrendo i vari titoli. Fra quelli c'era il loro singolo di maggior successo, quello che lui aveva visto alla festa di Gerald: "Vitamin Love". Un piccolo sorriso gl'increspò il viso, scoprì di tremare e d'essere sbiancato. "Ma che cosa mi prende? Perchè tremo quando la vedo?" si chiese sottovoce, nascondendo il viso con la mano. Stava sudando freddo. 'Sana è mia amica, ma perchè? Oh perchè? E' mia amica o...' pensò il ragazzo, quando sentì i passi di Funny avvicinarsi. Velocemente ripose il disco e si voltò. "Che ti prende Heric?" "Non sto molto bene, mi devo sedere, andiamo." Gli rispose tra il brusco e il sorpreso. Funny lo guardò, lo prese sottobraccio e lo portò via, vide di sfuggita il cd, ma non capì. I due si fermarono su una panchina e la ragazza gli porse il fazzoletto. "Tieni." "Grazie." disse Heric, passandoselo sugli occhi. Intanto, furono raggiunti dall'altra coppietta. "Ehi, come mai siete usciti?" chiese Alissa "Heric non si sentiva bene." "Ho avuto un capogiro." rispose brusco, senza muoversi. Funny lo guardò preoccupata, poi s'accorse degli acquisti degli amici. "Che cosa avete comprato?" Terence le porse il disco. "Ah, hai visto Heric?" disse la ragazza sbattendoglielo praticamente adosso. Il ragazzo l'allontanò e se ne andò.

Il giorno seguente Heric a scuola ascoltava proprio quel disco. Glielo stava facendo ascoltare Terence. Non voleva ascoltarlo, ma ad un tratto ci fu una strana canzone, cantata solo da Sana, una canzone lenta e triste.

"Amico mio, amico mio

non scappare da me, perchè io ti voglio bene,

perchè mi hai aiutata, perchè tu sei l'unico che mi ha consolata.

Amico mio, amico mio

io son triste perchè non ci sei,

perchè non mi vuoi, perchè sei lontano.

Non lasciarmi sola, non lasciarmi sola.

Il vento m'accarezza il volto,strilla il mio dolore,

ma ci sei stato tu, ci sei stato tu, che mi hai fatto sorridere ancora.

Ora ti vendo lontano da me,

ed il vento è tornato, ma tu non ascolti, ma tu non capisci.

Mi dicesti di venire da te se avessi pianto,

Mi dicesti di venite da te se qualcosa m'avesse fatto soffrire,

ma cosa devo fare se a farmi soffrire sei tu?"

Furono queste le parole che più lo colpirono, perchè sapeva che erano indirizzate a lui. Quelle tristi parole gli colpirono il cuore e lui turbato, scosso da un'improvvisa emozione scappò via.

Capitolo 5: Perchè?

Heric correva fra la folla, con il cuore scosso e la mente turbata. 'Cosa diavolo mi prende? Perchè penso sempre a lei? Perchè non mi lascia mai in pace?' Corse, corse ancora più veloce, senza una meta precisa. Non sapeva dove andare. Aveva abbandonato la scuola senza permesso, a casa non c'era nessuno, ma in realtà era lui a voler rimanere solo, e se ne accorse. 'E' questa la mia natura: la solitudine. Io sono sempre stato solo, io sono sempre stato forte, sempre! Sono nato per essere forte e solo, perchè allora tremo di fronte a lei? Perchè l'ho baciata?' si domandeva in un turbinio di mille pensieri e di mille tormenti. Non aveva mai vissuto nulla di così terribilmente doloroso, perchè proprio ora? Perchè? Da quando l'aveva incontrata scosse su scosse avevano agitato la sua vita. Corse lontano, senza nemmeno accorgersi di chi o cosa lo circondava. Ritornò con i ricordi a prima di quando Sana non c'era e s'accorse di come li odiava. Odiava la sua vita, la vita che aveva prima di lei. Lei, lei era stato il Big Bang, l'inizio di tutto, l'inzio di una vita che lei aveva incerito e dalla quale lui doveva risorgere come l'araba fenice rinasce dalle sue ceneri più forte di prima. 'Ma se io odio, se io stesso m'accorgo di odiare la mia vita, perchè sono nato? Perchè devo continuare a vivere?' Si sedette su una panchina. 'Perchè l'ho incontrata? Perchè il destino me l'ha fatta incontrare? Perchè lei esiste?' E fu lì, a quella domanda che il cuore rispose. 'Perchè io l'amo, perchè lei mi è cara più di qualsiasi altra persona in questo mondo, perchè lei è magica' pensò. "Sì, è vero. Io l'amo come non farei con nessun'altra persona. Sana, ti prego, torna presto, quest'attessa mi lacera il cuore." Disse, voltandosi con lo sguardo triste.

Capitolo 6: Sana e Charles

"Che ti prende Sana? - le domandò vagamente triste Charles - Non ti ho mai vista così. Sembrava, sembrava quasi che tu ti fossi veramente innammorata di Brad." Disse un pò riluttante.

Sana lo guardò. "Non lo so nemmeno io. Non capisco più nulla! Come vedo Brad mi emoziono! Non so proprio che mi prende!" Charles la guardò un pò triste. "Capisco." Si stava per allontanare quando la mano della ragazza afferrò la sua. "Aspetta. Charles so che mi vuoi bene, so che mi ami, e mi dispiace tantissimo, perchè tu sai che io non potrò mai ricambiarti." Charles tremò a quelle parole, non poteva resistere a quel duro impatto che non si sarebbe mai aspettato. Abbassò lo sguardo e chiese: "Perchè mi stai dicendo questo Sana? Perchè?" "Perchè sento il bisogno di dirti di smetterla di corteggiarmi. Quando ho recitato con Brad mi sono sentita sconbussolata, ho sentito il mio cuore stringersi ed ho capito che non potrei mai amarti, che non posso permetterti di rimanere per sempre legato a me. Non posso amarti, ma posso essere tua amica, la tua migliore amica, perchè sai che ti voglio molto bene, ma non potrò mai diventare la tua ragazza. Mi dispiace Charles dirti queste cose, sei uno dei miei migliori amici, ma non posso evitarlo, io voglio che tu sia felice, non voglio vederti logorare a causa del tuo amore." Il ragazzo s'avvicinò a lei e l'abbracciò. Stava piangendo, stava tremando come un bambino. Sana l'abbracciò, consolandolo con il suo silenzio. Poi d'un tratto, Charles si calmò e la guardò dritto negli occhi. I loro visi erano così vicini... Sana stava immobile, aspettando l'amico. "Ti capisco Sana, forse tu soffri più di me per avermi detto quelle parole." Lui si staccò da lei e si voltò, correndo via, con le lacrime agli occhi. Sana s'accasciò sulle ginocchia, guardando nella direzione verso la quale era scappato Charles. Anche lei piangeve, una terribile fitta le aveva colpito il cuore, il terribile dolore d'aver abbandonato un amico. "Hai ragione Charles, dispiace più a me che a te. Perdonami!" disse sottovoce, alzando lo sguardo verso le stelle, che rimasero mute alla sua disperazione.

Capitolo 7: L'eco dei ricordi d'amore

Sana rimase lì, in ginocchio, nel suo piccolo cottage, mentre tutte le luci si spengevano. Piangeva ancora, aver detto quelle parole a Charles era stato terribile per lei, ma sentiva che era il suo cuore a suggerirle, che non poteva mettere a tacere quella voce. Il suo cuore non sarebbe mai potuto appartenere a Charles, nè ora nè mai e sentiva dentro di sè che non poteva mentirgli, che non poteva lasciarlo vivere nella vana speranza del suo amore. Certo, lei voleva molto bene a Charles, ma non al punto d'amarlo. Sana era terribilmente confusa, perchè sebbene avesse ascoltato quella voce, non capiva cosa l'aveva spinta perchè s'era decisa solo ora, a parlare con Charles. Si sentiva sola e piccola in quella buia notte, abbandonata, senza una persona con cui parlare. In quel momento aveva bisogno di qualcuno con cui parlare, con cui sfogarsi, qualcuno a cui poter aprire il suo cuore, qualcuno a cui poter gridare tutto quello che sentiva, qualcuno che la capisse, e c'era una sola persona in tutto il mondo a poter sondare, a poter curare la sua sofferenza. A quel punto Sana, pensò ad Heric e lo vide nei suoi ricordi. Aveva bisogno di lui, delle sue parole, della sua voce, del suo abbraccio. Sana cullò nel suo cuore il ricordo di quel caldo abbraccio, prima di partire per New York.

La marea dei suoi ricordi l'investì come un fiume in piena, ma con fare dolce, con l'eco di un sentimento lontano, ma non morto. Ricordò le mille volte in cui lei era stata sola, e di Heric, l'unico vero amico della sua vita. Heric era importantissimo per lei, lui, oltre ai suoi pochi amici, a volerla come amica. Se non ci fosse stato lui, Sana si sarebbe lasciata andare ai sentimenti, alla tristezza che mille volte l'aveva colpita. Heric aveva sempre capito quando lei recitava davanti ai suoi compagni, forse perchè anche lui nella sua vita aveva recitato il ruolo del duro, nascondendo il suo cuore, nascondendo i suoi sentimenti. Sana, con la sua allegria, la sua spontaneità, aveva visto in lui tutto questo, tutto il suo tormento, e lei gli aveva dato tutto il suo aiuto, la sua disponibilità. La ragazza non potè domandarsi: "Ma noi, Heric ed io, noi... siamo... amici o qualcosa di più?" Ma la risposta lei la conosceva già, quella risposta che aveva sempre, per qualche strano motivo, negato, la risposta che aveva sempre cercato di nascondersi. 'E' questa la verità: io lo amo, l'ho amato dalla prima volta che l'ho visto, l'ho amato, lo amo e lo amerò ora e per sempre.' E a quelle parole, giunse mesto il ricordo del loro incontro, che altro non era stato uno scontro fra le loro idee. Ricordò di come lo aveva combattuto, ma non lo aveva fatto per la classe, lo aveva fatto per lui, per non vederlo finire su una strada, lo aveva fatto per lui e per nessun altro. Il suo amore per il ragazzo era troppo forte, troppo intenso per dimenticarlo, per lasciarlo, per farlo seccare come una pianta. Quell'emozione, nata dalla sua consapevolezza, le fece dimenticare ogni ostacolo, ogni cosa che si frapponeva tra di loro. Ora, in quei momenti, nè il Tempo, nè lo Spazio erano troppo grandi, per loro. Sana s'alzò, e corse via, verso la stazione per prendere il primo treno per la sua città, per la sua felicità, perchè ora tutto si faceva piccolo, confuso ed insignificante di fronte al suo amore per Heric, ora, nulla esisteva se non l'indistruttibile desiderio della ragazza di raggiungere Heric.

Capitolo 8: Sguardi e pensieri

Heric stava passaggiando per le via della città. Era tardi, ma a casa sapevano che la notte faceva sempre tardi. Il sole era calato da un bel pezzo, ma i suoi passi rimbombavano nella strada silenziosa. Camminava distrattamente, senza meta, perchè ora, dopo aver capito d'amarla, poco aveva importanza senza di lei. Quasi sorrideva e si diceva: 'Ti ci è voluto tanto per capirlo, eh Heric? Era tanto difficile ammetterlo?' Si sentiva calmo, rilassato e felice con se stesso, il suo animo aveva smesso d'agitarsi. 'Cosa farò quando lei tornerà? Cosa posso dirgli?' Lentamente, camminò verso il parco, che in quella tersa notte, mille ricordi, mille desideri, mille speranze sussurravano al suo cuore. La luna brillava nel cielo con le sue sorelle stelle, vincendo le luci della città. Alta nel cielo brillava la Via Lattea, con le sue costellazioni, e una sorta di canto silenzioso gli giungeva da lontano. Non c'era nessun suono, solo il vento spirava leggero, accarezzandogli le guance e solleticandogli i capelli. Guardò commosso quei luoghi, guardò quel piccolo gazzebo, leggermente discosto dagli altri, dove quella sera Sana lo aveva trovato. Il suo cuore s'accese al suo ricordo più importante assieme alla ragazza. Guardò felice la panchina sotto il gazzebo e sfioro con la punta delle dita il posto dove lei era seduta. Ricordò quella calda sensazione a cui non aveva potuto resistere, sentì, come se fosse la prima volta, la mano di Sana passargli fra i capelli, ritrovò nel suo cuore le dolci parole che lei gli aveva sussurrato, quelle candide parole che gli avevano dato una nuova vita, quelle amorose parole che avevano cancellato i suoi problemi in famiglia. "Come potrò scordare? Cosa avrei fatto senza di lei? Cosa sarei ora? Oh Sana! Quanto sei importante per me, quanto hai fatto per me! No, tu non sei mia amica, sei qualcosa di più, sei la persona a cui mi darei completamente, sei la persona che io amo. Quanto vorrei che tu fossi qua, con me, per potermi specchiare nei tuoi occhi, per poterti dire tutto quello che sento, che provo per te! Se chiudo gli occhi penso a te, e per questo vorrei sapere se tu pensi a me! Tu sei la cosa più importante per me, tu sei magica!" Disse, alzando lo sguardo verso l'immensità del cielo. Passò un minuto soltanto quando un rumore di passi attirò il suo udito. Volse lo sguardo dietro di sè e dall'oscurità della notte, vide dei lunghi capelli rossi muoversi al vento, mentre la vedeva avvicinarsi. "Heric... Heric quello che hai detto è quello che pensi di me?" Chiese la ragazza, appena seduta, con lo sguardo basso, con la voce emozionata ed in trepidante attesa. Lui la guardò sorpreso, non potè non sentirsi emozionato, un lieve rossore accese le sue guance, ma ora poteva dire d'essere sicuro dei suoi sentimenti. Guardò dritto negli occhi di Sana, che ricambiò. I suoi sguardi non erano freddi come sempre, ma pieni d'affetto, pieni d'amore, pieni di ogni loro sentimento. Non ci fu una risposta, ma un semplice scambi di sguardi, nulla poteva infrangere quel magico momento che i due stavano condividendo, il più importante che avessero vissuto insieme. Si specchiarono l'uno negli occhi dell'altra, in silenzio, lasciando che fossero i cuori a parlare per loro. Lentamente, i loro visi s'avvicinarono e le loro labbra s'incrociarono in un bacio, il primo che si scambiavano con la consapevolezza dei loro amori, che non sarebbero mai finiti, che avrebbero mai più trovato difficoltà nella vita, ne ora ne mai. Due cuori per un eterno amore, il cui eco sarebbe rimasto, sarebbe stato ascoltato fino alla fine del tempo ed oltre.