Questa
sarebbe il seguito di "Bad boy", quando Sana salva simbolicamente
Akito dalle tenebre che c'erano nel suo cuore. In italiano significa
"Conosci te stesso".
Corro...
Instancabile,
senza fermarmi, senza pensare...
Il
mio corpo "galleggia", il freddo è pungente...
Il
fiato si condensa in nuvolette di caldo vapore...
Continuano
a ronzarmi in testa le sue parole
quelle
maledette parole...
E
anche se non voglio ascoltarle, si fanno strada dentro di me, inesauribili, mi
rimbombano nel cranio, come un pallina da flipper...
Non
voglio fermarmi, non voglio... sarebbe la fine...
"Perchè
lo fai?"
"Non
sono affari tuoi, sparisci..."
"...
No!"
"Come?!"
"Non
me ne vado fin quando non mi dici perchè fai così... Non sei tu, non puoi
essere così!"
Ragazzina
petulante...
Nessuno
mai fino ad ora si era preoccupato di quello che io potevo essere in realtà,
sotto il "demonio" apparente...
E
ora, un'insulsa mocciosa mi viene a fare la paternale...
Mi
fermo.
Respiro
affannosamente, le mani congelate, i piedi e la testa bollenti...
Mi
guardo in una vetrina.
Un
ragazzino di dodici anni ricambia il riflesso, la stessa espressione
corrucciata, lo stesso sguardo gelido...
Mi
blocco, paralizzo.
Poggio
i palmi sulla vetrina, il fiato appanna il vetro del negozio, chiuso, le luci
spente... Le undici di sera.
Chi
sono io?
Demonio...
No!
Non è vero, non lo sono... Ha ragione Kurata...
Sei solo un demonio...
No!
Basta, basta, basta...!!
Riprendo
a correre, anche il mio riflesso non sa chi sono veramente...
Si
dice di non giudicare le persone dall'aspetto esteriore o da come si comportano
ma da come sono dentro, da come è la sua anima, il suo spirito...
Ma
nel mio caso... neanche questo può essere d'aiuto...
Non
come è ora la mia anima...
Allora
perchè mi sento così male?
PERCHE'?
Non
so dare una risposta a questo, a niente che mi riguarda so dare una spiegazione,
un perchè... Se poi esiste...
Aumento
l'andatura, il cuore mi martella nel petto, mi fanno male i polmoni, non riesco
a respirare...
Non
credo sia la corsa...
E'
come se un cuscino invisibile mi premesse sulla bocca...
Ho
fame d'aria...
Sono
costretto a fermarmi.
Dove
sono?
...........
Ah
già... Il parco.
Mi
avvio affannato per le viuzze, cercando di riprendere fiato...
Una
panchina, mi siedo.
Il
metallo è freddo, gelido, mi intorpidisce le gambe.
Non
ho neanche la giacca...
Ma
il freddo che provo fuori, non è niente in confronto a quello che sento
dentro...
Fuoco...
Gelo...
Due
elementi contrastanti.
Fuoco
per la voglia che ho di urlare, di dire a tutti che io non sono così, non sono
un demonio, sono solo... Akito... Solo Akito Hayama!
Gelo
perchè dopotutto io sono sempre stato così... Serve cambiare? Dopotutto... io
so che non sono un demonio...
Non
mi interessa che lo sappiano anche gli altri...
Alzo
lo sguardo verso la luce opaca di un lampione.
Mi
copro gli occhi con la mano, benchè opaca acceca...
Non
sono abituato alla luce, a nessuna, neanche la sua...
Ma
ecco sento qualcosa... Qualcosa in me, nella mia anima.
Sento
che si sta rompendo, ancora di più, in mille piccoli pezzi.
Mi
tappo le orecchie e scuoto la testa.
Basta,
non resisto... Quanta sofferenza può patire un uomo prima di crollare, volerla
farla finita?
Distinguo
in me due parti nette nel caos.
Una
è il piacere che provo quando faccio del "male" a qualcuno.
Come
quello che gli altri mi fanno, forse indirettamente.
Non
è una sofferenza, non ho sensi di colpa...
Ma
non è neanche piacevole, non mi scalda dentro...
Mi
fa gelare ancora di più, un gelo incandescente... mi mozza il respiro...
E'
come un dolcissimo fiele che mi scivola nello stomaco, facendomi ribollire
l'anima. E dopo ne voglio ancora, ancora, ancora!!
La
mia anima avvelenata ne richiede sempre di più...
L'altra...
L'altra
è una cosa assopita da tempo...
Credevo
che si fosse persa in tutto il male che si è inculcato in me...
Ma
quando Kurata mi ha detto quelle parole...
E'
venuta prepotentemente fuori, si è risvegliata.
E
ora lotta con il demonio in me, cercando di attenuarlo, almeno.
Non
riuscirò mai ad eliminarlo del tutto...
E'
l'amore.
Quello
vero, quello autentico, quello che ti scalda il cuore.
Da
tanto non sentivo una cosa... dolce come questa in me.
Così
diversa dal fiele che paralizza le mie emozioni...
Non
lo provo per una persona in particolare, non per un oggetto o un animale...
Semplicemente...
Lo sento dentro di me.
Sta
cercando di debellare le tenebre in me.
Come
il lampione sotto la quale sono seduto, brilla, anche se debole, nel nero di una
notte senza luna.
Lo
riguardo.
Kurata...
Vedo
il suo viso nella luce dorata. Vedo il suo sorriso, luminoso e sincero come la
luce stessa.
Non
chiudo gli occhi.
Non
questa volta, non più...
Ha
ragione. Ha pienamente ragione...
Mi
lascio invadere dall'amore, vedo il mio cuore riprendere a battere, vedo...
Finalmente...
La luce in me è tornata.
Ma
dovrò ancora passare mille angherie nella mia anima.
Non
è finito.
L'importante
però è che... Continui a conoscermi, vedere quello che da cinque anni avevo
dimenticato.
E
allora tutto... sarà più chiaro.
...Grazie...